Notizie Geopolitiche –
A cinque anni dal disastro di Fukushima, quando un’onda anomala di 14 metri si scagliò sulla centrale termonucleare causando la fusione dei noccioli dei reattori 1, 2 e 3 e un conseguente accumulo del materiale fuso alla base dei recipienti, i vertici della Tepco sono stati prosciolti dalle accuse inerenti la fuoriuscita e quindi l’immissione nell’oceano di 300 tonnellate d’acqua contaminata fino al luglio 2013.
Per la procura distrettuale di Fukushima infatti non ci sono sufficienti prove che indichino la responsabilità dell’azienda nella perdita del liquido radioattivo, attribuendo dunque la cosa alla pura incidentalità. La centrale aveva un sistema di protezione dagli tsunami fatto di una barriera alta 6,5 metri, e nessuno poteva pensare ad un’onda anomala di 14.
Naomi Hirose, presidente della Tepco, e altri alti dirigenti della compagnia erano stati denunciati da un gruppo civico, il quale riteneva che non erano state prese le dovute misure necessarie a prevenire la fuoriuscita di acqua radioattiva.
Nei giorni seguiti all’incidente erano state evacuate diverse città circostanti la centrale, per un totale di 187mila persone.

