di Marco Paganelli

Il vertice del G20 in Australia non è iniziato certamente nel migliore dei modi. I discorsi, i modi di porsi, gli allarmi come quello del governo (non allineato) svedese relativo alla presenza di un sottomarino straniero (forse di Mosca) nelle sue acque territoriali aumentano le tensioni tra l’occidente e la Russia generando una nuova guerra fredda che non vedevamo da una quarantina d’anni.

La Nato ha ammesso nuovamente inoltre qualche giorno fa l’esistenza di pericoli legati al fatto che i jet russi, che da mesi volano regolarmente e illegalmente (quando entrano negli spazi aerei nazionali) sui cieli degli alleati, rappresentano un pericolo per l’aviazione civile.

Il segretario generale dell’organizzazione Stoltenberg ha annunciato esplicitamente l’intensificazione delle esercitazioni militari nei suoi membri dell’Europa orientale per scoraggiare eventuali future azioni ostili da parte del Cremlino il quale è stato accusato da Obama di rappresentare “una minaccia mondiale” per la guerra che sta sostenendo contro il governo di Kiev.

L’Alleanza Atlantica tuttavia, pur schierandosi a parole con l’esecutivo di Poroshenko, continua a sostenere la necessità di una soluzione politica non concedendo al suo esercito aiuti militari letali per non provocare l’uomo forte di Mosca.

Gli eventi che stanno emergendo convergono presumibilmente nella volontà dell’Occidente di non creare situazioni pericolose dal punto di vista bellico mantenendo viva però una guerra economica che danneggia i tentativi finalizzati, sotto tale punto di vista, alla ripresa mondiale.