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Il Fondo monetario internazionale “ha bisogno di una seria riforma” e “a dimostrarlo è la crisi finanziaria globale che il sistema non è stato capace non solo di prevenire o prevedere con certezza, ma neppure di percepire il suo avvicinamento”. Così il leader del Cremlino Vladimir Putin, prima dell’imminente summit G8 in Gran Bretagna, segnala che i cambiamenti nel Fondo dovranno dare “anche maggiore peso” ai paesi in via di sviluppo, compresi i Brics. Un Putin a tutto campo in un’intervista all’agenzia di stampa Ria Novosti – pubblicata per l’Italia da TMNews a pochi giorni dal Vertice che si terrà a Lough Erne, Irlanda del Nord, il prossimo 17-18 giugno – annuncia: “tutti i possibili sforzi per convincere i nostri partner a trovare dei compromessi e delle soluzioni reciprocamente accettabili prima del vertice del Gruppo dei Venti a San Pietroburgo” il prossimo settembre. Il Cremlino infatti accoglie quest’anno il club allargato ai 20, e il prossimo anno il summit degli otto Grandi, a Sochi. “La politica dei prestiti e della gestione del debito pubblico, nonché il rafforzamento dell’interazione dei meccanismi finanziari regionali con l’FMI, sono le altre sue priorità. Vorrei sottolineare – continua Putin – che i cambiamenti nel Fondo monetario internazionale costituiscono solo una parte della riforma dell’architettura finanziaria globale. La politica dei prestiti e della gestione del debito pubblico, nonché il rafforzamento dell’interazione dei meccanismi finanziari regionali con l’FMI sono le altre sue priorità”. E dopo gli scandali legati alla presenza di capitali anche russi nei paradisi fiscali, nonchè la crisi di Cipro, snodo cruciale, sinora, per le finanze da Mosca, Putin afferma: “La lotta all’evasione fiscale attraverso le zone offshore è un compito difficile e impegnativo. Per ciò è importante utilizzare non solo gli strumenti nazionali di regolazione ma anche quelli internazionali. La Russia propone di concludere accordi bilaterali con le zone offshore e con le giurisdizioni a bassa tassazione come una delle misure per eliminare le zone offshore. Tali documenti vanno mirati al contrasto agli schemi grigi della tassazione, devono prevedere lo scambio di informazioni fiscali e la realizzazione delle raccomandazioni universali, elaborate dall’OCSE”.