di Balkassem Yassine

LIBREVILLE – Al termine della visita di amicizia e di lavoro del re del Marocco Mohammed VI in Gabon, è stato stilato un comunicato congiunto in cui ne viene ribadito il quadro di rafforzamento del partenariato tra le due nazioni fondato su legami storici, sulla cooperazione e sul dialogo politico continuativo.

Condividendo la stessa visione in materia di Sviluppo Umano Duraturo, Mohammed VI e il presidente Ali Bongo Ondimba hanno considerato che i progetti economici dovrebbero essere accompagnati da misure appropriate di lotta contro la precarietà e l’esclusione: nel comunicato vi è infatti riportato che “questo punto focale nella politica africana di Sua Maestà il Re Mohammed VI, costituisce un campo privilegiato per la condivisione dell’esperienza nel quadro di una cooperazione sud-sud innovativa capace di favorire l’emergenza di modelli di sviluppo adattabili alle specificità e alle realtà di ogni paese”. L’approccio dello Sviluppo Umano Duraturo coincide con quanto attesto dall’esame dell’Onu del settembre prossimo e dagli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo post 2015. In questo contesto i due capi di stato si sono detti soddisfatti per la cooperazione stabilita nel campo dell’iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano (INDH) e hanno presieduto la cerimonia di firma di varie convenzioni che permettono la condivisione di quest’esperienza marocchina e la sua attuazione nella Repubblica del Gabon.

Per quanto concernente il Sahara marocchino, Ali Bongo Ondimba ha riaffermato la posizione costante del Gabon che considera il Sahara come parte integrante del territorio del Regno del Marocco.

Analizzando i conflitti in Africa, i due hanno espresso viva preoccupazione di fronte alla recrudescenza degli atti terroristici e delle situazioni di crisi che minacciano la pace e la sicurezza del continente. A questo riguardo hanno stimato che le crisi che conoscono alcuni paesi africani non possono essere risolte in modo duraturo se non nella cornice di approcci inclusivi e globali che comprendano gli aspetti della sicurezza, le misure di ricostruzione post conflitto e l’impegno di riforme strutturali della governance politica, economica, sociale e culturale. Hanno sottolineato ugualmente che le strategie che mirano la stabilità devono intervenire sulle cause profonde che generano i conflitti attraverso misure concrete di sviluppo e di rilancio dell’economia e con l’attenuazione del sottosviluppo e della precarietà, i quali sono terreno di cultura delle agitazioni e dell’insicurezza.

I due capi di stato hanno condannato fermamente il terrorismo in tutte le sue forme e hanno lanciato un appello ad una mobilitazione della comunità internazionale per lottare contro questo flagello che minaccia la pace e la stabilità degli stati e che interferisce nelle fondamenta delle società. Hanno rilevato, a questo riguardo, l’impegno del Gabon nella lotta contro la setta del Boko Haram e contro la pirateria marittima nel Golfo della Guinea.

Per quanto riguarda la situazione della Repubblica Centrafricana, i due si sono detti soddisfatti delle azioni congiunte del Ceeac e della Comunità internazionale per la realizzazione della pace e della sicurezza, necessarie all’attuazione del processo del ritorno all’ordine costituzionale e della ricostruzione post conflitto. A questo riguardo il presidente del Gabon ha salutato con favore il ruolo del Marocco negli sforzi per il ritorno della pace e della sicurezza nella Repubblica centrafricana, in particolare per l’invio di un contingente delle Forze Armate Reali in chiave MINUSCA, per l’inserimento della Repubblica Centrafricana nella Commissione di consolidamento dell’Onu, così come per le azioni di solidarietà e di sostegno alle popolazioni centrafricane.

Infine Mohammed VI e Ondimba hanno espresso soddisfazione per la tenuta del Forum di Bangui sulla Riconciliazione e hanno affermato che la soluzione di questo conflitto debba essere inclusiva e globale e debba tradursi in una vera riconciliazione nazionale nella cornice dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale del Repubblica Centrafricana.

Il tour di visite ufficiali d’amicizia e di lavoro del re del Marocco ha avuto inizio il 20 maggio ed ha interessato il Senegal, la Guinea Bissau, la Costa d’Avorio e il Gabon; i progetti avviati dal sovrano in questi paesi e gli accordi bilaterali firmati testimoniano l’eccellenza delle relazioni bilaterali e indicano il Marocco come attore principale della cooperazione Sud–Sud, basilare nella politica estera del Regno, e hanno permesso il rafforzamento della sua eccezionale partnership come pure l’allargamento della sua cooperazione multisettoriale, reciprocamente vantaggiosa e dedicata alla soddisfazione dei bisogni delle popolazioni.

Il tour reale ha consolidato, infine, la dimensione religiosa nelle relazioni secolari tra il Marocco e questi paesi, nella misura in cui ad ogni tappa il re Mohammed VI, che è Amir al-Mouminine (Capo dei credenti e discendente del Profeta)intraprendeva azioni di rafforzamento dei legami spirituali che uniscono il Regno marocchino coi suoi fratelli in Africa.