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liberati massimoE’ stato rilasciato uno dei due marinai italiani del peschereccio della Italfish, l’”Idra Q”, arrestati in Gambia e condannati ad un mese di reclusione più una multa per aver pescato con reti di grandezza superiore a quella consentita dal paese africano: si tratta di Massimo Liberati, mentre il capitano Sandro De Simone si trova ancora in carcere.

A Banjul si è recato il viceambasciatore d’Italia a Dakar (Senegal), Domenico Fornara, il quale è responsabile diplomatico per il Gambia, ed in una nota della Farnesina si legge che “Le Autorità del Gambia hanno scarcerato Massimo Liberati, direttore di macchina del Motopeschereccio Idra Q, che era stato arrestato il 2 marzo insieme al Comandante, Sandro De Simone, con l’accusa di utilizzo di reti da pesca non conformi alla regolamentazione del Gambia.

Il rilascio di Liberati è avvenuto dietro presentazione da parte dell’armatore di adeguate garanzie finanziarie di pagamento dell’ammenda comminata dal giudice di Banjul. L’Ambasciatore a Dakar ha parlato con Liberati, che si trova in buone condizioni. Lo stesso Ambasciatore ha informato la moglie di Liberati.

Le autorità del Gambia hanno stabilito che il Comandante De Simone, in quanto responsabile dell’imbarcazione, resti in carcere fino all’avvenuto pagamento dell’ammenda. La nostra Ambasciata a Dakar continua a seguire con la massima attenzione la vicenda”.

A preoccupare erano state le condizioni detentive dei due uomini, i quali sarebbero addirittura rimasti senza cibi per giorni.

La moglie di De Simone, Anna, aveva infatti comunicato che “Ogni giorno in più in quel carcere è un giorno di vita in meno. Mio marito Sandro rischia di morire, quel posto è come un lager: sono senza servizi igienici e senza cibo, neanche l’assassino più feroce viene trattato così. Sto male solo all’idea che lui stia subendo queste cose da tanti giorni. Chiediamo l’aiuto di Renzi e del ministro degli Esteri, affinché intervengano”.

Anche la società armatrice, la Italfish, aveva fatto sapere che i due marinai “non sono in buone condizioni ne’ fisiche ne’ mentali”.