di Giacomo Dolzani –
Torna a parlare del gasdotto South Stream il ministro degli Esteri Giulio Terzi e questa volta lo fa tramite il quotidiano triestino “il Piccolo”: il titolare della Farnesina infatti, in un’intervista, dichiara che l’auspicio dell’Italia è quello di vedere anche a Tarvisio, in provincia di Udine, un approdo dell’importante gasdotto, a cui stanno lavorando, sin dal 2007, Gazprom, colosso russo del gas, ed Eni, al fine di portare il gas in Europa bypassando l’Ucraina, che negli ultimi anni ha dato molti grattacapi ai leader dei paesi occidentali, creando difficoltà riguardo alla fornitura di gas.
Il gasdotto infatti, che secondo il progetto potrebbe fornire fino a 63 miliardi di metri cubi di combustibile all’anno, dopo aver attraversato trasversalmente il Mar Nero ed essere entrato nella penisola balcanica tramite la Bulgaria, si dividerebbe in due rami principali, uno diretto a sud, che arriverebbe in Puglia attraversando la Grecia, il secondo invece porterebbe il gas, dividendosi ulteriormente, in due punti diversi dell’Austria, passando tramite la Serbia e l’Ungheria.
Con la dichiarazione odierna Terzi si augura che una delle due diramazioni secondarie, invece che in Austria, termini in Friuli; l’Eni infatti contribuisce per circa il 20% alla realizzazione del tratto offshore e, se la proposta del ministro fosse accettata, dopo la proficua collaborazione tra i due colossi degli idrocarburi, “tale interesse sarebbe ulteriormente consolidato”.

