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Razzi e raid sono ormai storia quotidiana d Gaza, nonostante il pressante invito della comunità internazionale ad aprire una nuova tregua umanitaria e ad insistere perché le delegazioni di Hamas e di Israele trovino finalmente la quadratura del cerchio ai negoziati in corso al Cairo. In questo momento a tentar di far ragionare i palestinesi sono gli egiziani, dal momento che la delegazione israeliana ha fatto sapere di non voler tornare al tavolo delle trattative fino quando non cesserà la pioggia di razzi e di colpi di mortaio sul proprio territorio.
Tuttavia, se i palestinesi di Hamas non vogliono rinunciare alla possibilità di essere armati, elemento per loro di pressione, gli israeliani non intendono cedere sull’embargo che dal 2007 chiude la Striscia nell’isolamento assoluto.
Una fonte vicina al quotidiano Haaretz ha riferito però che se fosse ripristinato il cessate-il-fuoco, il governo israeliano sarebbe comunque pronto ad allentare le restrizioni attuali con misure ad hoc. Un’apertura interessante per Hamas, che punta all’espansione dell’area di pesca a 12 miglia nautiche, all’alleggerimento delle limitazioni sui beni in transito attraverso il varco doganale di Kerem Shalom, al permesso di maggiori esportazioni da Gaza verso la Cisgiordania e l’incremento dei permessi per i palestinesi di viaggiare tra Gaza e i Territori Occupati attraverso il valico di Erez, che porta dalla Striscia in Israele.
Si spinge oltre il ministro della Giustizia del governo Netanyahu, la centrista Tipzi Livni, la quale lavorava già alle trattative volute dallo statunitense John Kerry: la donna, che in più occasioni è apparsa assai più razionale dei suoi colleghi delle formazioni radicali, oggi la presentato un piano per giungere alla fine delle ostilità attraverso un massiccio aiuto umanitario per la ricostruzione della case distrutte, il riconoscimento dell’Anp come governo della Striscia e la subordinazione a questa di tutte le fazioni palestinesi, l’apertura dei valichi della Striscia con clausole di controllo e un apparato d’ispezione in tale da escludere l’ingresso di materiale per armi e la ripresa delle trattative dirette fra Israele e Abu Mazen.
Intanto ammonta ormai a 2000 il numero dei morti fra i palestinesi, per lo più civili.
Nella foto: Tipzi Livni
