di Guido Keller –
Hamas ha risposto picche alla proposta di Israele di prolungare la breve tregua umanitaria di 12 ore, portandola a 36 com’e stato chiesto da Usa, Onu e dalle potenze riunite a Parigi: allo scadere delle 20 sono immediatamente ripresi i lanci di razzi e i colpi di mortaio. Obiettivo è stata la città meridionale di Ashdod, ma un missile si è schiantato, senza fare danni, a Petah Tikvah, a est di Tel Aviv.
L’esponente del partito di Gaza, Sami Abu Zuhri, ha spiegato che il movimento respinge e respingerà sempre qualsiasi proposta di tregua umanitaria che non preveda il ritiro completo delle truppe, il ritorno dei palestinesi nelle loro case e l’evacuazione dei feriti.
Al momento Israele non ha risposto alla ripresa delle ostilità da parte dei palestinesi, ma l’esercito ha già fatto sapere di essere intenzionato a continuare nell’azione di distruzione dei tunnel che arrivano in territorio israeliano e che, se non verrà sospeso il lancio dei razzi, potrebbe esserci presto la ripresa “delle operazioni navali, aeree e di terra nella Striscia di Gaza”, per cui “l’Idf ha ripetutamente esortato la popolazione civile di Gaza a non avvicinarsi alle zone di combattimento”.
Fonti dell’esercito hanno reso noto che nelle ultime ore sono stati distrutti 13 tunnel che collegavano la Striscia alla Penisola del Sinai: sono così 1.639 le gallerie clandestine neutralizzate, costruite per lo più dai contrabbandieri per portare nella Striscia, sottoposta a embargo dal 2007, generi di prima necessità.
A 20 giorni dall’avanzata israeliana ammontano a quasi 1.100 il numero dei morti palestinesi, di cui l’80% civili, mentre le vittime da parte israeliana sono 44, di cui 2 civili.
L’ultimo ad essere ucciso è stato un militare di 27 anni, Barak Refael Degorker, colpito da un proiettile di mortaio sparato dalla Striscia, vicino al confine con Gaza.
Manifestazioni per chiedere la fine delle ostilità sono in corso un po’ ovunque: circa 3mila israeliani sono nuovamente scesi in piazza a Tel Aviv per protestare contro l’offensiva in corso, mentre a Londra in 10mila sono scesi in corteo per chiedere “la fine del massacro a Gaza e dell’assedio” della Striscia e la “libertà per i palestinesi”.

