Gaza. Israele e Usa valutano ‘altre opzioni per liberare gli ostaggi’

Mentre nella Striscia si muore di fame, Hamas si è detto pronto a continuare a negoziare. I colloqui dovrebbero riprendere la prossima settimana a Doha.

di Alessandra Fabbretti / Dire *

Hamas ha espresso “sorpresa” per le critiche ricevute dall’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e assicurato di essere pronto a continuare a negoziare. Parole, espresse in un comunicato, che replicano all’attacco del rappresentante del presidente Donald Trump all’organizzazione politico-militare, accusato di “mancanza di buona fede” nonché di “voglia di raggiungere un accordo”.
Israele ha proposto una tregua di 60 giorni e accesso agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, a fronte del rilascio graduale degli ostaggi ancora detenuti da Hamas e da gruppi armati affiliati. Hamas ha risposto con una controproposta di cui non si conosce il contenuto ma che, come hanno riferito i leader dell’organizzazione, sarebbe stata definita “costruttiva e positiva” dai mediatori seduti al tavolo di Doha. Da qui la “sorpresa” rispetto alle parole e ai toni usati da Witkoff
In passato, le richieste di Hamas si sono basate su due punti principali: la riapertura incondizionata delle frontiere al passaggio di persone e beni, e la completa fuoriuscita delle truppe israeliane dal territorio.
Intanto, nella mattinata di ieri i delegati di Israele e Stati Uniti hanno abbandonato la capitale del Qatar, subito dopo l’arrivo della risposta del gruppo palestinese. Stamani, i media egiziani aprono uno spiraglio, riferendo che i negoziati potrebbero riprendere la prossima settimana.
Israele e Stati Uniti sono al lavoro per valutare “opzioni alternative per riportare a casa gli ostaggi”: lo aveva accennato ieri l’inviato speciale per il Medio oriente Steve Witkoff, e lo ha confermato oggi il primo ministro Benjamin Netanyahu, aggiungendo che “Hamas è l’ostacolo a un accordo”.
Non è chiaro in che modo i due Paesi alleati perseguiranno tale obiettivo. Poco prima, il Movimento di resistenza aveva confermato quanto trapelato dai media egiziani stamani, ossia che i colloqui negoziali dovrebbero riprendere la prossima settimana a Doha. Qatar ed Egitto continuano la faticosa facilitazione del dialogo, da cui ieri Israele e Stati Uniti hanno ritirato le proprie delegazioni poiché insoddisfatti della proposta arrivata da Hamas.
Israele accusa il gruppo di atti terroristici e punta ad estrometterlo da Gaza e dissolverlo. Ha inoltre assunto la direzione della distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza, attraverso un consorzio statunitense che gestisce 4 punti nella Striscia. Questo poiché Tel Aviv ha accusato le agenzie Onu – un tempo incaricate del sostegno a 360 gradi della popolazione palestinese – di non riuscire a impedire che Hamas si appropriasse di almeno un quarto degli aiuti. Oggi, come riporta la testata israeliana Haarets, un gruppo di esperti dell’agenzia per la cooperazione internazionale statunitense Usaid, ha diffuso un report in cui nega l’esistenza di prove a sostegno delle accuse di Israele.

* Fonte: agenzia Dire.