di Daniele Priori –
Un comandante della Nukhba, l’unità d’élite dell’ala militare di Hamas, è stato ucciso domenica in un attacco aereo israeliano a Gaza City. Si tratta di Yusuf Aqila, comandante di compagnia il quale, secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), aveva intensificato gli attacchi contro militari e civili israeliani e partecipato agli sforzi per ricostituire le capacità operative del movimento palestinese.
L’attacco ha colpito un veicolo nella parte occidentale di Gaza City. Secondo Mohamed Abu Selmia, direttore dell’ospedale al-Shifa, nel raid sono morti Aqila e sua figlia Wafaa, di otto anni, mentre altre sei persone sono rimaste ferite. Le Idf hanno successivamente confermato l’uccisione del comandante.
Secondo la versione israeliana, Aqila rappresentava una minaccia immediata e stava lavorando alla preparazione di nuovi attacchi e alla ricostituzione delle capacità militari di Hamas, attività definite una “sistematica violazione del cessate il fuoco”. Le Idf hanno affermato di avere adottato misure per ridurre il rischio per i civili, attraverso l’impiego di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea.
L’operazione è avvenuta mentre resta formalmente in vigore il cessate il fuoco sostenuto dagli Stati Uniti, entrato in vigore nell’ottobre 2025. La tregua ha interrotto le operazioni militari su larga scala nella Striscia, senza tuttavia porre fine agli attacchi israeliani contro esponenti di Hamas e di altre organizzazioni armate. Israele sostiene che queste operazioni siano necessarie per neutralizzare minacce e impedire la ricostituzione delle strutture militari palestinesi, mentre Hamas accusa lo Stato ebraico di violare ripetutamente l’accordo.
Nella stessa giornata altri attacchi israeliani a Gaza City hanno provocato vittime. Fonti sanitarie palestinesi hanno riferito di almeno quattro morti complessivi, tra cui bambini.
L’uccisione di Aqila si inserisce nella campagna israeliana contro la struttura militare di Hamas. Secondo le Idf, nell’ultima settimana sarebbero stati uccisi almeno 14 miliziani nella Striscia, tra cui cinque comandanti di compagnia e cinque comandanti di plotone della Nukhba. L’esercito ha inoltre annunciato l’uccisione di Ahmad Fuad Khalil Khalas, indicato come membro della stessa unità e accusato di aver collocato ordigni contro le truppe israeliane.
La tensione resta elevata anche lungo la cosiddetta “Linea Gialla”. Domenica un mezzo del genio israeliano è passato sopra un ordigno nel nord della Striscia senza provocare vittime tra i militari. Israele ha attribuito l’esplosivo ad Hamas e ha successivamente colpito quelle che ha definito infrastrutture utilizzate dal movimento per preparare nuovi attacchi.
Il susseguirsi degli episodi conferma la fragilità della tregua, con Israele che rivendica il diritto di intervenire contro minacce immediate e Hamas che considera i raid una violazione del cessate il fuoco.

