di C. Alessandro Mauceri –
Le guerre nel mondo non finiscono più (alcune, nonostante gli intereventi delle organizzazioni internazionali e di diversi Paesi, vanno avanti da oltre mezzo secolo). E, di conseguenza il numero dei rifugiati continua ad aumentare.
Un aumento considerevole che comporta costi per l’assistenza e per l’accoglienza. Proprio oggi l’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi, ha reso noto che non aiuterà più i profughi a ricostruire le abitazioni di Gaza danneggiate dai bombardamenti israeliani a causa della mancanza di fondi. “Nelle nostre casse non ci sono più fondi per finanziare gli affitti degli sfollati e le prime ricostruzioni” ha detto un portavoce dell’Unrwa. “Decine di migliaia di persone restano prive di rifugio”.
Sono più di 96.000 le abitazioni appartenenti a famiglie di rifugiati in Palestina che sono state danneggiate o distrutte durante i bombardamenti della scorsa estate. Per ricostruirle l’Unrwa ha stimato che sono necessari 720 milioni di dollari ovvero da cinque a sei volte di più di quanto è stato racimolato dall’organizzazione che fa cappo alle Nazioni Unite (solo 135 milioni di dollari).
Soldi che però non sono stati destinati interamente ai territori vittima dei bombardamenti. L’”Unrwa finora ha fornito a Gaza più di 77 milioni di dollari per 66.000 famiglie di rifugiati palestinesi per riparare le loro case o trovare un’alternativa temporanea”, ha detto direttore dell’agenzia a Gaza, Robert Turner. Che ha aggiunto che “Le persone stanno letteralmente dormendo tra le macerie; e molti bambini muoiono di ipotermia”.
La realtà è che molti dei fondi promessi per gli aiuti non sono stati mai realmente erogati: secondo quanto riportato dall’Unrwa, dei 5,4 miliardi di dollari che erano stati promessi a ottobre durante la conferenza del Cairo, neanche un centesimo ha raggiunto Gaza.

