di Notizie Geopolitiche –

Notizie provenienti dall’intelligence israeliana darebbero una nave cargo iraniana carica di 220 missili a corto raggio e 50 a lungo raggio partita il 18 novembre scorso dal porto di Bandar Abbas e diretta a Gaza. La notizia va presa con le pinze, proprio perché proveniente da una delle parti in causa nella crisi di Gaza ed ancor più in perenne scambio di minacce con lo stesso Iran.

I missili sarebbero un miglioramento del Fajr-5, ovvero del tipo che giovedì scorso è caduto nei pressi di Tel Aviv: sono dotati di 175 chili di esplosivo ciascuno contro i 200 dei Fajr-5 tradizionali, in quanto si allungherebbe la gittata e si arriverebbe a colpire la capitale israeliana.

Per aggirare i controlli, la nave, una volta lasciato il porto iraniano, avrebbe issato la bandiera dello stato polinesiano di Tuvalu, dove, tra l’altro, è registrata l’intera flotta di petroliere della Repubblica islamica allo scopo di eludere l’embargo a cui è soggetta.

Secondo l’intelligence israeliana, quattro navi di piccole dimensioni sarebbero salpate da Port Sudan allo scopo di ritrovarsi in mare con il cargo iraniano e quindi di trasbordare gli armamenti e di condurli presso un’insenatura della Penisola del Sinai; da lì, attraverso i tunnel, i missili dovrebbero raggiungere Gaza ed essere sparati su Israele.

L’imbarcazione iraniana sarebbe scortata da due navi da guerra, la portaelicotteri Khark ed il cacciatorpediniere Shahid Naqdi, dislocati stabilmente nel Mar Rosso.

Già con il primo lancio su Tel Aviv del Fajr 5, era sorto il sospetto che l’Iran abbia voluto testare il sistema difensivo israeliano Iron Dome, ovvero se lo stesso sarebbe in grado o meno di fermare i missili iraniani.