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Gaza razziIsraele ha risposto con raid aerei al nuovo lancio di razzi dalla Striscia di Gaza di ieri, quando due missili sparati da Hamas sono caduti in territorio israeliano, senza provocare vittime: l’esercito di Tel Aviv ha confermato infatti che tre raid hanno colpito altrettanti obiettivi, nella fattispecie campi d’addestramento nel centro della Striscia e a Khan Yunis.

Il lancio dei missili è stato rivendicato attraverso Twitter dal gruppo salafita delle Brigate Omar per vendicare l’uccisione di un sostenitore dell’Isis martedì scorso a Gaza, in uno scontro a fuoco con la polizia; è stato tuttavia lo stesso partito egemone nella Striscia a procedere all’arresto degli autori dell’attacco.

L’ultimo episodio del genere risale a settimana scorsa, ma era dall’estate di sangue del 2014 che non venivano sparati razzi su Israele.

Hamas ha reso noto di aver aumentato i controlli al fine di impedire i lanci di razzi, oggi considerati “non nell’interesse dei palestinesi”, per cui è chiaro che vi è chi intenda trarre vantaggio dal mantenere alta la tensione.

Per Israele dietro a tutto vi sarebbe comunque Hamas, ed il ministro israeliano della Difesa Moshe Yaalon ha affermato oggi che “Anche se i lanci della scorsa notte contro Israele sono dovuti a gruppi erranti di jihadisti che vogliono sfidare Hamas sparando contro di noi, consideriamo Hamas responsabile di quanto accade nella Striscia di Gaza e non tollereremo alcun tentativo di colpire i nostri cittadini”.