di Michele Convertino –
David Cameron non può proprio permettersi vacanze serene in questo agosto. Attualmente in ferie in Portogallo, il premier britannico per ora non avrà di certo sonni tranquilli: perplesso dopo le recenti elezioni europee, contattato ripetutamente per le note vicende in Iraq degli ultimi giorni, il leader del conservative party ha una gatta in più da pelare che si muove su territori interni alla politica d’Oltremanica. Infatti fra poco più di un mese, giorno 18 settembre, in Scozia si voterà il referendum per l’indipendenza dalla corona britannica.
Progetto portato alla ribalta dallo Scottish National Party, guidato dal primo ministro scozzese Alex Salmond, questo referendum nasconde non poche insidie. La scorsa settimana, durante un dibattito andato in onda su STV, visibile su tutto il territorio oltre il Vallo d’Adriano ma solo su internet per chi ne era interessato nella vicina Inghilterra, Alex Salmond portavoce del vote YES e Alistair Darling, leader del Labour Party in Scozia e capo del movimento better together a favore dell’unione, si sono scambiati colpi verbali a dir poco taglienti. I punti sui quali la campagna a favore dell’indipendenza si è mossa sono tutti riconducibili al principio della sovranità.
Bisogna ricordare a questo punto che anche se dotato di una parziale autonomia, il giovane parlamento di Edimburgo non ha ancora controllo totale delle proprie risorse in materia fiscale e per quanto riguarda la Sanità. Dando per certo che nel Mare del Nord siano presenti discrete riserve di petrolio, il punto forte per Alex Salmond è stato provare a convincere i cittadini ancora indecisi a prendere controllo del proprio destino.
L’agguerrito Alistair Darling non è rimasto certo con le mani in mano e ha ribattuto colpo su colpo provando a far pensare gli elettori su temi quali i costi di una nuova gestione politica indipendente e l’onnipresente fantasma del debito pubblico. In più la sua ultima domanda è stata forse quella che ha creato più timori riguardo una possibile vittoria del sì. Cosa ne sarà della sterlina se la Scozia dovesse uscire dall’Unione? Lo Scottish National Party ha idea chiara su come far fronte alla mancanza di una valuta nazionale? E David Cameron dov’era – si sono chiesti alcuni presenti – . Forse già in aereo per il Portogallo o forse di fronte al suo portatile, attento nel seguire il dibattito? Probabilmente se n’è potuta riconoscere la mano anche se altrove.
Nella foto: Alex Salmond

