di Viviana D‘Onofrio –
Secondo quanto riportato dalla CNN, i servizi di intelligence europei ed americani hanno lanciato l’allarme in merito a possibili attacchi da parte di militanti dello Stato Islamico sul territorio della Gran Bretagna. Combattenti dell‘Isis in Siria e in Iraq sarebbero, infatti, stati esortati a fare ritorno in Gran Bretagna per compiere attentati. Le informazioni dell’intelligence si aggiungono ai messaggi circolati sul web, riportanti lo slogan “Londra dopo Parigi“.
Le minacce arrivano subito dopo il via libera della Camera dei Comuni all’inizio dei raid britannici contro postazioni dell’Isis in Siria.
Il Parlamento di Londra ha infatti approvato a larghissima maggioranza, con 397 voti favorevoli e 223, contrari, l’inizio delle operazioni militari in Siria. Secondo i media britannici, almeno 174 laburisti hanno votato insieme ai conservatori del primo ministro David Cameron. Subito dopo il voto, il premier inglese ha affermato che “i deputati britannici hanno preso una buona decisione per preservare la sicurezza del Regno Unito”. Il via libera della Camera dei Comuni è stato accolto con grande soddisfazione anche del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Negli ultimi giorno hanno avuto inizio i primi raid inglesi contro lo Stato Islamico in Siria. Il primo bilancio sarebbe di sei obiettivi colpiti nella zona orientale della Siria al confine con l’Iraq. Qui si trova il campo petrolifero di Omar che, secondo quanto sostengono le autorità inglesi, fornisce il 10% dei profitti che lo Stato Islamico ricava dalla vendita del petrolio.
Intanto, anche il Parlamento tedesco ha approvato, a larga maggioranza (445 voti a favore, 146 contro e 7 astensioni) l’intervento militare di sostegno alla Francia contro lo Stato Islamico in Siria. La Germania non prenderà parte ai bombardamenti; Berlino invierà una fregata per proteggere la portaerei francese Charles de Gaulle, e sei aerei da ricognizione tornado, un aereo per rifornire di carburante ai bombardieri della coalizione ed un contingente militare che potrà arrivare a contare fino a 1.200 uomini.
Dure critiche sono arrivate dall’opposizione, che ha votato in blocco contro l’inizio delle operazioni militari.

