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Il caso della morte dell’ex agente dell’Fsb Aleksandr Litvinenko non ha impedito lo sviluppo e il miglioramento delle relazioni tra la Gran Bretagna e la Russia. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron. “Dmitry Medvedev, quando era presidente, ed io, e ora Vladimir Putin ed io abbiamo lavorato e stiamo lavorando per migliorare le relazioni tra i nostri Paesi” ha spiegato il premier. “Abbiamo un disaccordo sul caso Litvinenko, abbiamo discusso e discuteremo, ma questo non impedisce lo sviluppo delle nostre relazioni”, ha detto in una conferenza stampa presso la stampa Estera a Londra. Le relazioni tra Gran Bretagna e Russia si sono raggelate nel 2006 con l’assassinio di Aleksandr Litvinenko, l’ex spia russa morta per avvelenamento da polonio-210 radioattivo a Londra. Molti dei nemici di Putin, come l’oligarca Boris Berezovskij, hanno ricevuto asilo in Gran Bretagna, che è diventata un polo d’attrazione per i capitali russi in fuga. Tuttavia Cameron è considerato l’artefice della “judo-diplomazia” ossia il rilancio dei rapporti avvenuto durante le Olimpiadi di Londra, con l’arrivo di Putin per assistere agli incontri del suo sport preferito. Il tutto mentre dopo sette anni langue l’inchiesta sulle cause della morte dell’ex spia e il governo britannico ha chiesto di mantenere segrete alcune informazioni sul decesso di Litvinenko. Secondo Andrei Lugovoi, primo sospettato dagli inquirenti britannici, l’acerrimo nemico di Putin, Boris Berezovsky intendeva testimoniare davanti a un giudice sul caso. Ma il 23 marzo scorso, è deceduto pure l’ex oligarca.

