di Enrico Oliari –
Con una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il premier britannico David Cameron ha posto oggi all’Unione Europea le sue condizioni perché la Gran Bretagna eviti la paventata “Brexit” in vista del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione programmato entro il 2017.
Il senso è quello di rimanere nell’Europa dei Ventotto senza esserci, dal momento che vengono posti paletti che di fatto annullano il significato stesso di essere parte di un’Unione.
D’altronde Cameron ha vinto abilmente le elezioni facendo suo il senso di antieuropeismo diffuso nel paese, risucchiando voti a quei partiti di destra, come l’Ukip, che di libera circolazione degli stranieri e di leggi imposte da Bruxelles proprio non ne volevano sapere.
Difatti in campagna elettorale aveva affermato che “Se sarò rieletto, rinegozierò le regole di appartenenza del Regno Unito all’UE, e in particolare gli accordi sulla libera circolazione, e indirò per questo un referendum entro il 2017”, sottolineando che gli immigrati europei che lavorano nel Regno Unito debbano attendere quattro anni prima di avere accesso ai benefici dello stato sociale britannico.
Ad agosto anche il ministro dell’Interno Theresa May aveva fatto sapere tramite il Sunday Times la decisione di chiudere le porte agli europei che arrivano in Gran Bretagna senza un permesso di lavoro in tasca, poiché “sfruttano” lo stato sociale. Aveva poi puntualizzato che gli accordi sulla libera circolazione degli europei indicavano “la libertà di spostarsi per lavorare, ma non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire dei benefici” dei britannici.
I molti immigrati, compresi gli italiani che a Londra sono 250mila, hanno creato secondo May una situazione insostenibile, per cui vi e un’eccessiva “pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole e ospedali”.
Con i quattro punti riportati nella lettera Cameron chiede
– garanzie vincolanti sul piano legale che i 19 membri dell’Eurozona non prendano decisioni che possano influire sull’economia del Regno Unito. Queste includono decisioni sul mercato interno, sulla regolamentazione bancaria e sulla supervisione della stabilità finanziaria. Cameron vuole anche che gli Stati non appartenenti all’Eurozona siano esentati dai contributi volti a stabilizzare la moneta unica.
– limitazioni a quella che considera un’eccessiva regolamentazione e burocrazia dell’Ue per lanciare la crescita. “Nonostante i risultati ottenuti limitando il flusso di nuove regolamentazioni, il peso dell’attuale regolamentazione è ancora troppo alto”.
– che il Regno Unito sia affrancato da ogni ulteriore politica di integrazione e incrementare i poteri dei parlamenti nazionali in modo tale che possano bloccare le leggi europee; garanzie che il suo Paese si preservi il diritto di opzione, precedentemente negoziato, sulle future legislazioni in materia di giustizia e affari interni.
– la riduzione dell’afflusso di migranti nel Regno Unito sospendendo il diritto alla libertà di circolazione per i cittadini dei nuovi Stati membri dell’Ue fino a quando le loro economie non si saranno allineate a quelle dei membri già esistenti. Cameron punta anche limitare l’accesso al welfare per questa stessa categoria di migranti.
L’impostazione di quest’ultimo punto lascia supporre che ne sarebbero esclusi i cittadini di paesi europei dalle economie forti, quindi anche gli immigrati italiani, ma a farne le spese sarebbero comunque quelli di altre nazioni, specie dell’Europa orientale, che, in barba al principio di uguaglianza, verrebbero ad essere per Londra europei di serie “b”.
Un eventuale accordo creerebbe un importante precedente, per cui i leader europei discuteranno della cosa al vertice previsto per metà dicembre.
La cancelliera tedesca Angela Merkel, che a Berlino ha incontrato il presidente sudafricano Jacob Zuma, si è detta “fiduciosa” e ha affermato che “ci sono delle richieste difficili e altre meno difficili, ma vogliamo analizzare queste proposte con uno spirito costruttivo. Sono del tutto fiduciosa che si potrà riuscire”.

