Notizie Geopolitiche

Incontrando due giorni fa il presidente francese Francois Hollande, il premier britannico David Cameron aveva annunciato l’intenzione di chiedere al Parlamento di estendere l’azione contro l’Isis dei cacciabombardieri della Raf, al momento limitata all’Iraq, anche sul territorio siriano occupato.

Nel suo intervento di oggi alla Camera bassa Cameron ha spiegato che “Non possiamo accettare di appaltare la nostra sicurezza agli alleati”: “Se riteniamo che un’azione diretta possa proteggerci allora, di concerto con i nostri alleati, dovremmo essere protagonisti di questa azione, non restarcene in un angolo. E ciò pone una fondamentale questione morale. Se non agiamo adesso, dopo che la Francia nostra amica e alleata è stata colpita così ferocemente, i nostri alleati internazionali possono essere autorizzati a chiederci ‘Se non adesso, quando?'”.

“Quando ci si chiede perché adesso – ha continuato – dobbiamo domandarci se il rischio di non agire sia più grande di un impegno immediato”. (…) “Ogni giorno che evitiamo di agire è un giorno in più in cui l’Isis diventa più forte e può organizzare altre stragi. Questa è la ragione per cui gli esperti con cui mi sono consultato, militari, diplomatici e responsabili della sicurezza, mi hanno tutti risposto che il rischio di non agire è più grande”.