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Le pressioni della Comunità europea, ma anche la minaccia di azioni simmetriche, hanno portato oggi Londra ad un ripensamento sul progetto di costringere le aziende a compilare liste e a comunicare il numero del personale straniero assunto.

La proposta, formulata in occasione del congresso dei Tories dal ministro dell’Interno Amber Rudd, aveva da subito trovato il dissenso anche degli imprenditori.

“Non chiederemo alle aziende elenchi, o nomi, o liste identificative dei lavoratori stranieri”, ha riferito il ministro della Difesa, Michael Fallon alla Bbc, il quale ha parlato di “un equivoco”.

La cosa è stata confermata dal sottosegretario all’Istruzione Justine Greening, la quale ha spiegato che “Questi dati (dei lavoratori stranieri, ndr.) non dovranno essere pubblicati. Non si verificherà un fenomeno di messa all’indice o di gogna”, semmai “Si tratta di una politica informativa per capire quali settori e quali aree del paese presentano carenze di competenze, evidenziate dal fatto che i datori di lavoro non possono fare ricorso a lavoratori locali, ma a stranieri”.