di Enrico Oliari –

Si è spenta lunedì 8 aprile a 87 anni in una camera dell’hotel londinese Ritz, colpita da un ictus, Margaret Thatcher, conosciuta anche come la Lady di ferro, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990 e leader del partito conservatore inglese.

Per tre volte ricoprì la carica di premier e seppe imporsi nella scena mondiale con determinazione, fondendo il conservatorismo con il liberismo.

Per invertire la rotta di declino economico della Gran Bretagna, incrementò il tasso d’interesse per ridurre l’inflazione ed aumentò l’Iva: ne venne colpita l’industria manifatturiera e la disoccupazione esplose, ma dopo qualche anno i valori si invertirono e l’inflazione tornò a scendere. Rese illegali gli scioperi promossi dai sindacati in quanto ritenne necessario il consenso per voto segreto dei lavoratori.

Sul piano della politica estera attaccò, nel 1976, con parole ferme l’Unione Sovietica, riuscì ad avere un ruolo determinante nella risoluzione della crisi dell’assalto di sei terroristi arabi all’ambasciata iraniana a Londra nel 1980, ebbe un ruolo di primo piano nell’intermediazione tra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov nel tentativo di porre fine alla Guerra Fredda e inviò l’esercito per riprendere il controllo delle isole Malvine nel 1982.

Molti i segnali di cordoglio: per Barroso “la baronessa Thatcher sarà ricordata per i suoi contributi e le sue riserve” circa il progetto comune europeo; per Martin Schulz, “non importa se si è d’accordo con le sue politiche o meno, Margaret Thatcher ha dimostrato che la politica ha ancora la capacità di  essere una forza per il cambiamento”; per il premier indiano Manmohan Singh, è stata “una figura con grande capacità di trasformazione”, per cui la sua scomparsa provoca “profondissima tristezza”.

Pungente il quotidiano argentino ‘Clarin’, che ha ricordato il suo mandato in occasione della crisi delle isole Malvine: “la vita del più controverso premier britannico del XX secolo è terminata con la demenza senile”; “Relegata nella sua casa nel quartiere di Knightsbridge, controllata da una infermiera e senza poter uscire in strada perché si perdeva” – ha continuato il giornale – “prima aveva sofferto gli strascichi di troppi gin tonic”. E ancora: “nessuno come lei ha diviso la società britannica”. Fu infatti la “prima a capire che si poteva negoziare con Gorbaciov nel preludio della fine della guerra fredda”, ma è “riuscita a distruggere il movimento sindacale nel suo Paese”. In merito alla guerra delle Malvine, il quotidiano ha riportato che le “Malvinas la salvarono da un’ondata di impopolarità che minacciava di seppellire la sua gestione”, che la Thatcher non esitò ad approvare l’affondamento dell’incrociatore Belgrano e ricorda il “Rallegriamoci” pronunciato sull’ingresso di Downing Street per annunciare la vittoria.