Notizie Geopolitiche –

Dopo l’altolà della cancelliera tedesca Angela Merkel e dell’allora presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, che aveva voluto ricordare a Cameron che “La libertà di movimento è un principio molto importante nel mercato interno ed il mio consiglio alla Gran Bretagna è di non porre neanche in dubbio tale principio”, oggi è stato il viceministro degli Esteri polacco Rafal Trzaskowski a spiegare alla Bbc che “E’ un’assoluta linea rossa che non vi siano discriminazioni sulla base della nazionalità”: “Quando si arriva a cambiare le regole dell’Ue, quando si arriva a toccare il sostegno sociale e via dicendo, quando si arriva a minare le leggi esistenti, ovviamente noi reagiamo in maniera abbastanza forte”. “Se invece – ha aggiunto Trzaskowsk – la manovra di Cameron consiste in una modifica del sistema previdenziale, trasformandolo in contributivo, ciò non sarebbe assolutamente discriminatorio”.

Il premier britannico David Cameron ha annunciato nelle settimane scorse l’intenzione di introdurre quote per l’immigrazione dei cittadini membri dell’Unione europea, ricorrendo allo stratagemma di porre un tetto ai codici fiscali concessi in un anno, i “National Insurance Number”, indispensabili per lavorare nel Regno Unito.

La cosa va letta in chiave di politica interna, ovvero nel tentativo di Cameron di mettere un freno all’emorragia di consensi (e persino di propri deputati) diretti dalla sua area politica di centrodestra al partito anti-europeista di Nigel Farage, l’Ukip. Addirittura il premier ha affermato che se vincerà le elezioni nel 2015 realizzerà un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Ue.