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Il presidente cinese Xi Jinping si è recato in visita a Londra dove è stato accolto con tutti gli onori da Elisabetta II e Filippo di Edimburgo prima di parlare con David Cameron. La Cina, che sta conoscendo una “crisi” in quanto la crescita è inferiore al 7%, piace al premier britannico, che ha messo sul tavolo accordi per 40 miliardi. E siccome pecunia non olet, va bene anche fare affari con chi è stato di sovente accusato di rispettare poco i lavoratori e i diritti civili, tanto che il ministro degli Esteri Philip Hammond ha risposto alle molte critiche precisando che “Non siamo naif, in qualsiasi rapporto internazionale teniamo gli occhi ben aperti”. Più esplicita è stata l’assenza del principe Carlo all’arrivo del presidente cinese, viste le note le simpatie per la causa tibetana.
Duranti gli incontri programmati per domani e dopodomani verrà formalizzato l’ingresso dei capitali cinesi nell’impianto nucleare di Hinckley e verrà siglato un accordo di cooperazione in campo petrolifero tra Bp e China National Petroleum Corp. Bisognerà inoltre appianare i dissapori nel campo dell’industria dell’acciaio, dal momento che la Cina esporta ad un costo basso tale da aver messo in ginocchio parte della produzione britannica.
Non poche le manifestazioni e le dichiarazioni di protesta, tra le quali quella di Rebiya Kadeer, rappresentante della minoranza turcofona e islamica degli uiguri: “il tappeto rosso con cui è stato accolto Xi è macchiato del sangue degli uiguri, dei tibetani e di altri dissidenti”, ha affermato.

