di Jozo Kovacevic

La recente adesione della Croazia all’Unione europea ha obbligato Zagabria ad estradare in Germania l’ex membro della Udba (Servizio segreto jugoslavo) Josip Perković, accusato di aver preso parte all’omicidio dell’uomo d’affari Stjepan Đurekovic, avvenuto nel 1983 a Wolfratshausen.

Đurekovic, che era ceo della Ina (compagnia petrolifera di Stato), si era rifugiato nel 1982 nella Repubblica federale tedesca e pertanto era stato considerato un disertore dalla nomenklatura jugoslava.

La Croazia ha cercato in tutti i modi di opporsi all’estradizione di Perković, arrivando a redigere appositi cambiamenti costituzionali (Lex Perković) che avrebbero previsto la possibilità di non consegnare l’imputato alla giustizia tedesca in quanto chiamato a rispondere di un reato antecedente all’agosto 2002. Perković, che oggi ha 69 anni, fino a poco fa viveva liberamente nel suo paese, ma l’Unione europea ha minacciato sanzioni nei confronti del nuovo membro (1. luglio 2013) nel caso non avesse cassato la “Lex Perković”.

Già nel 2008 uno dei partecipanti a quella che era identificata come “Operazione Dunav”,

Krunoslav Prates, è stato condannato al carcere a vita per il suo ruolo nell’omicidio di Đurekovic, mentre mandati di arresto sono stati spiccati nel 2009 dalla Germania, oltre che per Perković, per Zdravko Mustac, Ivan Cetinic, Ivan e Boris Lasić Brnelić. Sempre nel 2009 la polizia tedesca ha arrestato Luka Sekula, un croato con cittadinanza svedese, per la partecipazione al delitto.

Josip Perković è stato arrestato il 1. gennaio 2014 a Zagabria e in questi giorni ha preso il via presso la Corte Regionale di Monaco di Baviera nei suoi confronti.

Perković ha dichiarato alla radio tedesca Deutsche Welle di “non essere collegato a qualsiasi omicidio” e che si è sempre occupato di “lavoro di intelligence classico”, ma molti indizi che potrebbero essere riconosciuti come prove dai magistrati tedeschi lo vedono con un ruolo attivo nell’eliminazione del dissidente Đurekovic.

Oggi in Croazia diversi membri di quello che fu l’Ubda o i loro figli occupano ruoli chiave nei vari apparati amministrativi: Perković non fa eccezione, visto che il figlio Sasa è stato un consigliere per la sicurezza del presidente croato Ivo Josipovic, come pure dell’ex presidente Stjepan Mesic.