di Guido Keller –
Le autorità tedesche, nella fattispecie il ministro dell’Interno della Baviera Joachim Hermann e il sindaco Carla Seidel, hanno comunicato che l’esplosione avvenuta ieri sera verso le 22.00 nei pressi di un ristorante di Ansbach (Baviera) è stata dovuta ad un ordigno esplosivo e non a una fuga di gas, come si pensava in un primo momento.
Il bilancio è di un morto l’attentatore, e di dieci feriti, secondo i sanitari nessuno in modo grave: sarebbe tuttavia potuta essere una strage assai peggiore dal momento che nelle vicinanze era in corso un festival musicale a cui partecipavano 2.500 persone.
Una delle ipotesi è che l’ordigno sia esploso in mano all’attentatore prima di poterlo lanciare o depositare da qualche parte. Si trattava di un profugo siriano di 27 anni, probabilmente di Aleppo, a cui era stato negato il riconoscimento di rifugiato; si è poi appreso che aveva giurato fedeltà all’Isis, come ha dimostrato un filmato rinvenuto dagli inquirenti.
Sul posto sono arrivate diverse ambulanze e i vigili del fuoco, mentre le forze dell’ordine hanno circondato l’area e fatto defluire in modo ordinato le persone.
L’attentato è arrivato dopo che la giornata ha visto un richiedente asilo siriano di 21 anni uccidere a colpi di accetta una donna e ferirne altre due in un negozio kebab a Reutlingen, nel Baden-Wuettenberg, a quanto pare a seguito di un litigio, e l’arresto di un 16enne a Monaco di Baviera che è risultato essere a conoscenza dei piani di Alì Sonboly, che due giorni fa ha ucciso al centro commerciale Olympia 9 persone prima di togliersi la vita.
Sei giorni fa un 17enne afghano, anch’egli richiedente asilo, ha ferito cinque persone (quattro in modo grave) sul treno Treuchtlingen – Wuerzburg, prima di venire ucciso. Quest’ultimo fatto è stato rivendicato dall’Isis.

