di Guido Keller –
Le recenti aggressioni a stranieri in Germania ad opera di neonazisti e di hooligan a seguito dei fatti della notte di capodanno rappresentano i sintomi estremi di un crescente disagio nell’opinione pubblica con i quali la cancelliera Angela Merkel ha sempre più a che fare, ed anche l’apertura delle frontiere ai richiedenti asilo (peraltro già contestata nel suo partito) rischia di trasformarsi in un boomerang per la Cdu.
Ad oggi sono 16 le persone denunciate per furti e molestie nei confronti delle donne in occasione del “Silvester”, ma le indagini sono ancora in corso, trattandosi di 526 denunce presentate solo nella città di Colonia. In quello che appare sempre più come un piano coordinato via Facebook, fatti simili sono accaduti anche a Stoccarda e ad Amburgo, mentre in 500, soprattutto nordafricani, hanno forzato le porte di una discoteca di Bielefeld, dove hanno commesso piccoli furti e compiuto molestie.
Oggi gli esponenti di Cdu e Spd, i due partiti di maggioranza, si sono accordati sul tema dell’espulsione degli stranieri anche richiedenti asilo secondo quanto aveva proposto pubblicamente a Magonza la stessa Merkel, ovvero di persone condannate a una pena detentiva, anche con la condizionale.
Il ministro dell’Interno, il Cdu Thomas de Maizière, ha spiegato al termine dell’incontro che “Si tratta di una risposta dura ma necessaria da parte dello Stato a coloro che, cercando qui protezione, credono di poter commettere reati senza che vi siano conseguenze sulla loro presenza in Germania”. “Per i criminali stranieri l’espulsione è una delle conseguenze”, ha aggiunto.
Fino ad oggi il quadro giuridico tedesco prevedeva che erano passibili di espulsione gli stranieri condannati ad una pena detentiva di almeno tre anni e comunque solo nel caso in cui il loro rimpatrio non comportasse rischi per la loro salute o per la vita; per coloro che venivano condannati a più di un anno senza condizionale veniva recapitato una semplice ingiunzione a lasciare la Germania.

