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Non si fermano le polemiche che continuano a scaturire dalle dichiarazioni a ruota libera di Edward Snowden, la “talpa” del Nsa che ha fatto conoscere al mondo la cattiva abitudine degli Stati Uniti di spiare i dati e le telefonate di mezzo mondo: dopo i dissidi con il Brasile di Dilma Rousseff e gli ultimi con il Messico di Enrique Pena Nieto, ora tocca alla Germania far sapere il proprio rammarico, anche perché sarebbe stato controllato persino il telefono della Cancelliera Angela Merkel.

E difatti da Berlino Steffen Seibert, portavoce del Primo ministro, ha fatto sapere che “Esigiamo spiegazioni immediate, è inaccettabile un comportamento simile tra i nostri due paesi, amici ed alleati”.

“La cancelliera ha detto al presidente Obama che esige chiarimenti immediati ed esaurienti – ha comunicato Seibert – e che se queste notizie fossero confermate si tratterebbe di pratiche assolutamente inaccettabili e inammissibili, di una gravissima rottura e strappo del rapporto di fiducia bilaterale nato dal dopoguerra, e che occorre dall’America la garanzia che tali operazioni, se sono o sono state condotte, cessino immediatamente”.

Da Washington ha risposto il portavoce di Obama, Jay Carney, il quale ha puntualizzato che “Il presidente ha detto alla signora Merkel che gli Stati Uniti non sorvegliano e non sorveglieranno mai il suo telefono”. Semmai la Casa Bianca ha ammesso di “aver avviato verifiche sui metodi di raccolta dati ad opera dell’intelligence”, dopo che i paesi alleati hanno fatto sapere le loro rimostranze sul controllo dei dati operato nei confronti degli alleati.