di Guido Keller –

I numerosi casi di molestie e di rapine della notte di capodanno in diverse città tedesche hanno risposto ad un piano studiato. Lo ha ammesso in un’intervista alla Bild am Sonntag il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas, per il quale “Che una tale folla si raduni per infrangere la legge parrebbe in un modo o nell’altro pianificato, nessuno riuscirà a farmi credere che non vi sia sta alcuna coordinazione o preparazione”.

Oltre a Colonia, per cui le denunce sporte al momento sono di 516 donne (il 40% dei casi riguarda molestie), fatti simili vi sono stati anche ad Amburgo e a Stoccarda, ed all’elenco si è aggiunta oggi la città di Bielefeld, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, dove 500 uomini, anche in questo caso quasi tutti nordafricani, hanno forzato le porte dell’Elephant Club per dedicarsi a molestie e furti. La polizia ha confermato i fatti e sta raccogliendo le prime denunce.

Per Maas potrebbe esservi una connessione fra i fatti avvenuti nelle città tedesche, anche se – ha precisato – ”Tutti i collegamenti devono essere esaminati con attenzione. C’è il sospetto che siano stati scelti la data e il numero di persone”, ma è ancora presto per trarre conclusioni. Il ministro del gabinetto Merkel si è detto invece sicuro che la criminalità in Germania si sia accentuata con l’arrivo dei profughi dal Medio Oriente.

Su due dei 32 fermati a Colonia, un marocchino e un tunisino di 16 e 23 anni, sono stati trovati biglietti scritti a mano con frasi e parole come “Voglio fare sesso”, “Seno grande”, “Voglio baciarti”, “Voglio ucciderti”. Nei cellulari avevano i video delle moleste perpetrate.

Tuttavia l’elenco degli indagati è destinato ad allungarsi, dopo il responso delle indagini e delle analisti delle telecamere che hanno ripreso quanto accaduto nelle piazze.

Un comunicato diffuso ieri dalla polizia ha riportato che “le persone maggiormente nel mirino degli inquirenti sono soprattutto di origine nordafricana, la maggior parte richiedenti asilo e persone che si trovano in Germania in modo illegale”.

Dopo i disordini seguiti ieri a Colonia per le manifestazioni di Pegida, il movimento popolare anti-immigrati e anti-Islam guidato da Lutz Bachmann, degli ultranazionalisti di Pro Khoeln e della contromanifestazione antirazzista, per cui la polizia è intervenuta con lacrimogeni e idranti e vi sono stati quattro feriti fra i quali un giornalista, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha garantito un giro di vite sull’espulsione di chi verrà trovato colpevole, ed ha detto che “vanno cambiate le leggi, che siano più dure, e che poi vanno effettivamente applicate”. Merkel ha fatto sapere che proporrà l’espulsione dei richiedenti asilo “anche se sono stati condannati per un reato con la condizionale”.

Il ministro dell’Interno Thomas de Maiziere ha promesso più video-sorveglianza, più presenza delle forze dell’ordine nelle strade, una giustizia veloce e leggi più dure.

I fatti, la cronaca, ora ai tedeschi non bastano: se pianificazione c’è stata, va appurato chi abbia architettato un piano simile e a quale scopo. Quel che è certo è che l’apertura di Merkel ai profughi rischia di rappresentare un boomerang per la sua politica, tanto che sempre più critiche e malumori si stanno verificando anche nel suo partito.