di Francesco Alfiero –
L’incubo tedesco resta il nazionalsocialismo: una lotta tra istituzioni e cellule xenofobe estremiste ormai quasi paragonabile alla lotta italiana alla criminalità organizzata di Cosa nostra.
Purtroppo di questi tempi non è solo l’Alba Dorata greca che si affaccia alla vita pubblica, ma assistiamo al moltiplicarsi di gruppi estremisti all’interno della locomotiva economica europea. Tuttavia fortunatamente, questa volta la partita non è finita con una sconfitta per l’intelligence teutonica come accadde solo un paio di mesi fa; lo Stato federale germanico del Nord Reno-Vestfalia governato da Hannelore Kraft (SPD), è riuscito giovedì mattina con un blitz a colpire al cuore le frange di estrema destra dello Stato come mai era accaduto. Quasi un centinaio le perquisizioni nella sola città di Dortmund, una cinquantina le abitazioni controllate nella provincia di Aquisgrana, la più occidentale città tedesca confinante con l‘Olanda ed il Belgio. Il ministro degli Interni renano Jäger (SPD) ha interdetto tre camerate delle province di Dortmund, Aquisgrana e di Hamm, così come i loro simboli; sequestro di armi a Jülich, chiusura dei conti correnti delle organizzazioni eversive.
Tutto questo è accaduto dopo altre azioni in tutto il territorio del Land avvenute negli scorsi mesi, fino a giungere alla Renania-Palatinato. L’anno 2011 è stato per la regione più occidentale della Germania uno dei più macchiati da crimini imputati a gruppi di estrema destra dell’ultimo decennio.
Tutto ciò è ancora più graze se si guarda all’omicidio del poliziotto di Heilbronn (stato del Baden-Württemberg) dello scorso novembre, che ha tanto scosso la cittadinanza tedesca non solo per l´episodio in sé, gravissimo, ma anche a causa della sfiducia che tale fatto di cronaca ha suscitato in moltissimi cittadini tedeschi, ossia del disgusto verso un’intelligence reputata come miserabilmente fallita nella sua missione per via di errori grossolani e di defezioni mastodontiche (secondo i più maliziosi – che certamente saranno solo maliziosi – , errori voluti per inquinamento dei servizi da parte delle frange criminali).
È dunque evidente che negli ultimi anni il neonazismo non è rimasto circoscritto a sparuti gruppi della Germania Orientale come ad esempio alla città di Jena in Turingia, dove un certo signor Uwe scelse J – AH 41 come targa della sua automobile (J sta per Jena, mentre AH evoca le iniziali del Führer). Infatti, nel frattempo qualcuno sospetta che tali gruppi abbiano avuto modo d’infiltrarsi non solo all’interno dei governi di alcuni Länder della Germania Orientale, ma che essi vogliano invece addirittura influenzare la vita pubblica creando partitini, pseudo-circoli e costituendo gruppi d’influenza sotto falso nome.
Il malcontento popolare verso la cosiddetta democrazia rappresentativa sta montando anche ad ovest, al bacino della Ruhr ad esempio, dove le forniture di acciaio verso i Paesi in crisi dell´Europa meridionale hanno cominciato a subire un drammatico calo degli ordinativi, e più giù, agli stabilimenti della Opel che non riescono più ad esportare come nel recente passato.
Nessuna giustificazione per i gruppi antagonisti al sistema, ma solo un dubbio: non è forse giunto il momento di imparare dal passato e di dare risposte concrete al disagio sociale? Il socialismo non è affatto solo di sinistra, come l’estremismo non è solo di destra.

