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La cancelliera tedesca Angela Merkel si è vista a Berlino con il presidente francese Francois Hollande, con il quale ha parlato soprattutto di immigrazione: al momento la situazione vede la Francia con la crisi di Calais, dove migliaia di migranti premono per entrare nell’Eurotunnel e quindi raggiungere la Gran Bretagna, e la Germania attendersi per l’anno in corso qualcosa come 800mila domande di asilo politico, come ha spiegato nei giorni corsi il ministro dell’Interno tedesco Thomans De Maizière.

Alla conferenza stampa congiunta Merkel ha spiegato che “Abbiamo stabilito con i capi di governo che ci siano centri di registrazione nei Paesi particolarmente colpiti dai primi arrivi, come Grecia e Italia. Questo deve succedere velocemente, entro quest’anno, non possiamo accettare ritardi”.

Ha quindi aggiunto che “Germania e Francia si aspettano che tutti gli Stati membri applichino totalmente il diritto d’asilo” e “chiediamo alla Commissione europea di fare in modo che ciò avvenga”: “Tutti i Paesi europei dovrebbero rispettare gli standard minimi, di alloggio e asilo. Francia e Germania si consultano su come agire assieme per poter risolvere meglio i problemi” determinati dall’emergenza migranti.

Tuttavia in Germania in pochi giorni ben due centri per l’accoglienza dei profughi sono stati dati alle fiamme, cosa che non rappresenta i primi casi: un centro di accoglienza in fase di allestimento in un vecchio edificio è andato quasi del tutto distrutto nel Baden Wurttenberg, stessa cosa a

Heidenau, in Sassonia.

Condanna unanime per i gesti dei neonazisti è arrivata dal mondo politico, ma la cosa preoccupante è che ai cortei di protesta, tra gli inni a Hitler, erano presenti anche diverse famiglie.

A dicembre tre edifici per immigrati, pronti ad entrare in funzione, sono stati incendiati a Norimberga, mentre nel maggio di quest’anno è stata sgominata una cellula neonazista pronta ad attaccare moschee, Karlsruhe.