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Appurato (finalmente) che l’emergenza profughi non riguarda solo Italia e Grecia, si fa strada in Europa l’ipotesi di una linea di solidarietà, al cui capo c’è la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ed in vista del vertice Ue del prossimo 14 settembre con tema proprio i migranti, Merkel ha fatto sapere da Berlino che “C’e’ un ampio accordo sul fatto che l’onere dei migranti sull’Italia debba essere ridotto”, “Ciò a cui stiamo assistendo non è giusto”, ha continuato Frau Merkel – “non è giusto che soli tre o quattro Paesi assorbano quasi tutti i rifugiati”. Ha quindi osservato che “se la gestione dell’attuale crisi fallisse, l’Unione europea ne subirebbe le conseguenze per sempre, in particolare su rispetto dei diritti umani”, ed ha avvertito che “Se non riusciremo a distribuire in modo equo i rifugiati, allora la questione Schengen sarà di nuovo in agenda per molti”.

Il governo Merkel ha recentemente deciso di aprire le porte ai rifugiati siriani in arrivo dai Balcani, una pressione davanti la quale la barriera di filo spinato voluta dall’ungherese Viktor Orban sembra fatta di carta, per cui sono state le stesse autorità ungheresi ad aprire oggi un corridoio umanitario.

Ma il sentimento xeonofobo aumenta un po’ ovunque, anche in Germania, dove sono ormai diversi i centri di accoglienza dati alle fiamme e dove si stanno moltiplicando le manifestazioni di gruppi neonazisti o di nazionalisti in generale.

Tuttavia Merkel non ha dubbi, “Ci sono più tedeschi che aiutano i rifugiati rispetto a coloro che protestano. Dobbiamo accelerare le procedure per chi chiede asilo, specialmente dai Balcani. (…) Ci troviamo di fronte a una pesante sfida nazionale, e sarà una sfida cruciale che non durerà giorni o mesi ma per un lungo periodo”. “La scrupolosità tedesca – ha insistito – è grande, ma adesso abbiamo bisogno di essere flessibili”.