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Il definitivo via libera dell’accordo dell’Eurogruppo con la Grecia, che prevede la proroga di quattro mesi del prestito da parte di Bce, Ue e Fmi in cambio dell’adozione di una serie di misure e di riforme economiche, necessita del voto dei 19 parlamenti: il Bundestag rappresenta in questo senso un nodo fondamentale, ed oggi la cancelliera Angela Merkel ha incassato il “sì” dei parlamentari conservatori del Partito cristiano democratico, per cui il voto della Camera non dovrebbe incontrare difficoltà.

La proroga fino a giugno del programma di aiuti da 240 miliardi di euro è stato dato dopo la presentazione di proposte alternative a quelle in passato richieste dalla “Troika”, e sono elencate in un documento in 14 punti che prevedono la lotta alla corruzione ed all’evasione fiscale, il salario minimo, il mantenimento delle privatizzazioni già avviate, il sostegno ai poveri, la difesa della prima casa, la lotta al contrabbando e ai traffici illeciti (che nelle intenzioni dovrebbe portare 7 miliari) e la riduzione della spesa pubblica, anche attraverso il taglio dei ministeri.

Parte della stampa e dell’opinione pubblica tedesca continua ad essere contraria agli aiuti alla Grecia, nonostante sia risaputo che l’uscita dall’euro della Grecia potrebbe rappresentare un problema per più paesi e scatenare un effetto a catena fra i paesi aderenti alla moneta unica.