di Enrico Oliari

em>Passata la festa, gabbatu lu santu. Dopo i baci e gli abbracci all’incontro Apec dell’11 novembre fra il presidente cinese Xi Jinping e il premier giapponese Shinzo Abe, in cui i toni sono stati “Giappone e Cina hanno bisogno l’una dell’altro” e “In un certo senso noi siamo indissolubilmente legati”, oggi Abe ha informato dell’intenzione di stringere rapporti miliari ed economici più forti con Usa e Australia:”Dal momento che gli Stati Uniti sono il principale alleato per Giappone e Australia – ha detto il premier – io sono determinato a espandere la cooperazione trilaterale tra i tre paesi, per realizzare un futuro pacifico, sicuro e prospero per la regione Asia-Pacifico”.

L’allusione indiretta di Abe, che sarà domani a Brisbane (Australia) per il G20, è alle continue dimostrazione di muscoli da parte di Pechino, che non perde occasione per mostrare i muscoli e quindi a preoccupare i paesi dell’area con manovre navali, di truppe ed aeree.

In particolare il Giappone ha aperta con la Cina le questioni della sovranità sulle isole Senkaku/Diaoyudao e delle visite dei ministri giapponesi al santuario Yasukuni, dove è custodito il Libro delle anime di quasi 2,5 mln di caduti, tra i quali 14 criminali di guerra di Classe A (crimini contro la Pace) e 1.068 condannati per crimini di guerra, coinvolti anche in massacri durante l’occupazione della penisola coreana e della Cina.

Riferendosi a Usa e Australia Abe ha detto di sperare che “i nostri paesi lavorino strettamente assieme per sostenere la soluzione delle questioni globali”.