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Il segretario di gabinetto Yoshihide Suga ha riferito oggi delle “gravi preoccupazioni” manifestate dal premier nipponico Shinzo Abe al vicepresidente Usa Joe Biden dovute a quanto appurato da Wikileaks, ovvero che per anni i politici giapponesi sono stati oggetto di spionaggio da parte dei servizi segreti Usa. Suga ha spiegato che “Il primo ministro Abe ha detto al vicepresidente Usa che se figure giapponesi sono state effettivamente oggetto di tali attività, questo rischia di danneggiare le relazioni di fiducia tra alleati e ha espresso seria preoccupazione” e che Abe “ha anche richiesto che il caso sia investigato e che gli Usa forniscano una spiegazione”.
Lo spionaggio avviato dagli Usa e risultato da Wikileaks e da altri scandali come quello scoperchiato da Edward Snowden sulla Nsa ha messo a dura prova i rapporti degli Usa con alleati e non, tanto che sono risultati spiati capi di stato e di governo, ministri ed ambasciatori, industriali e militari di mezzo mondo, dalla Germania al Brasile, dalla Francia all’Australia. In Giappone a finire sotto la lente degli 007 sono state figure legate al commercio e all’economia, dal ministro del Commercio Yoichi Miyazawa al governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda.
Suga ha riferito che Biden si è scusato con il premier giapponese, ma che non ha confermato che lo spionaggio vi sia stato o meno. A seguito della telefonata l’amministrazione Usa ha emesso un comunicato per sottolineare gli stretti rapporti con il Giappone, che resta il miglior alleato degli Usa nell’area.

