di C. Alessandro Mauceri –

Dopo lo scandalo delle ministre costrette a dimettersi, perché sospettate di irregolarità nell’utilizzo dei fondi del partito, un nuovo scandalo si è abbattuto su Shinzo Abe, primo ministro giapponese. Anche Yoichi Miyazawa, chiamato a ricoprire l’incarico di ministro dell’Economia, ha dovuto rinunciare al mandato e presentare scuse ufficiali.

La sua colpa? Secondo i media nipponici, il gruppo si sostegno di Miyazawa avrebbe versato soldi a un locale sadomaso di Hiroshima. Una cifra irrisoria, 18.230 yen (pari a 133 Euro), in pratica il conto pagato nel 2010 dal suo gruppo di sostegno e rendicontato come “spese per divertimenti”. E per di più si tratterebbe di soldi spesi non da lui personalmente ma dal suo entourage. “Non ci sono andato io. Ho controllato i miei movimenti di quel giorno”, ha affermato Miyazawa.

Niente di così tragico, quindi, almeno secondo gli standard occidentali, dove personalità di spicco di tutti i governi sono stati coinvolti in scandali ben più gravi e soprattutto per somme di denaro di gran lunga più cospicue. Giusto per fare un esempio, negli ultimi venti anni i Partiti italiani hanno ricevuto contributi elettorali per quasi tre miliardi di Euro. Di questi, solo 700 milioni di Euro sono stati rendicontati. Il resto sono spariti. Eppure nessuno ha parlato di “scandalo” e chiesto le dimissioni di tutti i segretari dei vari partiti.

In Giappone la politica è vissuta in modo diverso. Il Partito democratico giapponese ha addirittura chiesto le dimissioni del primo ministro: “E’ incredibile. Portare problemi di questo tipo al Parlamento, è davvero vergognoso”.

Come in questo caso, anche la Obuchi, non avrebbe commesso alcun crimine né alcun errore personale, ma ha spiegato le sue dimissioni dicendo di non volere che l’attività del governo sia condizionata dai suoi problemi. Poco dopo, la stessa sorte è toccata alla Matsushima, accusata di violazione delle leggi elettorali per uso improprio di fondi destinati al partito: l’accusa (aver speso, tra il 2007 e il 2012, qualche migliaio di Euro senza giustificativo) appare ridicola se confrontata con gli scandali che riempiono le pagine dei giornali europei ed americani. Chi non ricorda l’”affare Clinton”, con il presidente che, dopo aver confessato la propria scappatella con una stagista, completò il proprio mandato senza alcun problema. O gli scandali legati agli ultimi presidenti francesi. Per non parlare delle vicende dei politici italiani.

Il modo in cui i giapponesi vivono la vita pubblica, però, è diverso da quello occidentale. Per loro è “naturale” che il ministero dell’Industria, che in Giappone, è bene ricordarlo, sovrintende anche il settore energetico e, quindi, ha il “dovere” di convincere i giapponesi che la decisione di tornare al nucleare del governo sono quelle giuste, non debba macchiarsi neanche del più piccolo dubbio sulla propria correttezza.

Per questo motivo il primo ministro, Shinzo Abe, aveva scelto Yuko Obuki, e per questo dopo le sue dimissioni aveva deciso di conferire l’incarico a Miyazawa, proprio per la sua immagine rassicurante di quarantenne elegante e telegenico, con una famiglia esemplare.

E per questo motivo anche il più piccolo granello di sabbia è stato sufficiente a far crollare la sua immagine e a stroncare la sua carriera politica (e forse addirittura a far cadere il governo).