di Fabrizio Montagner –

La proclamazione unilaterale da parte della Cina dello spazio aereo sopra le isole Senkaku, contese con il Giappone, continua ad essere oggetto di prove di forza: solo ieri il governo di Pechino ha reso noto di aver seguito ed identificato due bombardieri strategici statunitensi B-52 mentre sorvolavano le isole, senza chiedere i “dovuti” permessi, cosa confermata dal Pentagono a dimostrazione che Washington non considera i cinque isolotti, disabitati ma dai fondali pescosi e ricchi di gas, come territorio cinese.

Oggi è stata la Guardia costiera nipponica ad annunciare che propri velivoli hanno continuato a sorvolare l’arcipelago nel Pacifico, non dando peso alle minacce di Pechino di abbattimento degli aerei in volo senza permesso: “Non abbiamo cambiato il modo di pattugliare l’area dichiarata zona di identificazione aerea dalla Cina – ha dichiarato Yasutaka Nonaka, portavoce della Guardia costiera – e non abbiamo incontrato jet cinesi”. Anche la Corea del sud ha inviato allo stesso scopo propri aerei.

Ieri, per uscire dalla discutibile figuraccia, la Cina aveva rigirato la frittata grazie ad un comunicato emesso dal Ministero della Difesa in cui si leggeva che “La Cina ha la capacità di vigilare e controllare”.