di Marco Paganelli –

Il re di Giordania Abdullah II, dopo aver incontrato il presidente americano Barack Obama alla Casa Bianca, ha definito la battaglia contro l’Isis “una terza guerra mondiale”.

Egli ha specificato che essa è “una lotta generazionale” che necessita di un reale “approccio panregionale”, aggiungendo che “è un problema musulmano e dobbiamo assumerci la nostra responsabilità”, invitando così la comunità internazionale ad intraprendere una strategia comune per distruggere lo Stato Islamico.

Obama ha preso atto, insieme alla Nato qualche giorno fa, dei progressi significativi raggiunti dalla coalizione che sta intervenendo militarmente in Iraq e Siria a tale fine a cui si è aggiunta pure l’Iran che ha effettuato ultimamente dei raid aerei in sostegno delle autorità di Baghdad seppure, secondo il Pentagono, “non in coordinamento con gli Usa”; dichiarazioni di questo tipo sono difficilmente credibili in quanto sembra palese l’esistenza di contatti informali tra paesi che ufficialmente sono ostili tra loro.