Notizie Geopolitiche –
Il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh ha comunicato che al momento è stato sospeso lo scambio di prigionieri con l’Isis, che avrebbe comportato la liberazione della terrorista Sajida al-Rishawi in cambio del pilota giordano Muath al-Kasasbeh e del freelance giapponese Kenji Goto. Judeh ha spiegato che alla base della decisione vi è il fatto che “Abbiamo chiesto rassicurazioni sullo stato di salute del nostro pilota e non ne abbiamo ricevute”.
La cosa sembrava fatta, tanto che l’ambasciatore nipponico ad Amman, Junichi Kosuge, aveva annunciato che “Abbiamo avuto delle informazioni secondo le quali le autorità giordane sono intenzionate a consegnare allo Stato islamico Sajida al-Rishawi” e che, come ha riportato la tv panaraba al-Jazeera, “Sentirete buone notizie nelle prossime ore”.
al-Rishawi è una terrorista irachena che nel 2005 aveva tentato di farsi esplodere ad un banchetto nuziale nella capitale giordana, ma il suo giubbotto esplosivo non aveva funzionato; il marito Ali Hussein Ali al-Shamari si è fatto saltare in aria uccidendo 38 persone presso il Radisson Sas Hotel, gesto che era combinato con altri due attentatori che hanno colpito contemporaneamente altre strutture alberghiere, causando in totale 60 morti.
Dopo il video che ha mostrato l’ostaggio giapponese Kenji Goto con la classica tuta arancione che richiama i prigionieri di Guantanamo ed in mano la foto del pilota giordano Muath al-Kasasbeh, il premier Shinzo Abe ha riferito di provare “un forte risentimento verso un atto così spregevole”.
Muath al-Kasasbeh era stato abbattuto il 24 dicembre nel nord della Siria, mentre con il suio F-16 sorvolava la capitale dello Stato Islamico, Raqqa: il 3 gennaio la tv araba al-Mayadeen, che ha sede a Beirut, e l’agenzia stampa turca Anadalou hanno riferito dell’uccisione del pilota ad opera dei jihadisti dopo che era fallito il blitz di un commando Usa per liberare il prigioniero; secondo diverse informazioni dei media locali, gli elicotteri statunitensi sono stati bersagliati dalla contraerea, per cui hanno dovuto ripiegare.
La Giordania partecipa con i propri aerei alla coalizione internazionale contro i jihadisti in Siria e in Iraq; gli altri paesi a far volare i propri caccia per i raid contro lo Stato Islamico sono Usa, Arabia Saudita, Emirati, Bahrein e Qatar, tuttavia anche l’Iran, su richiesta di Baghdad, ha colpito i miliziani dell’Isis con la propria aeronautica.

