di Enrico Oliari –
Si è svolta il 30 marzo scorso la “Giornata della terra”, ovvero l’azione dimostrativa promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul dramma che affligge il popolo palestinese. Il giorno è stato scelto a ricordo dell’uccisione di sei palestinesi in Israele, nel 1976: in diverse città sia del Medio Oriente che di altri paesi del mondo, si sono svolte manifestazioni di vario genere.
Scontri vi sono stati al confine con Gaza, a Gerusalemme ed in Cisgiordania nel momento in cui alcuni cortei sono venuti a contatto con i soldati israeliani e le cronache riportano di alcune decine di feriti.
Altrove, come a Roma, la Co-mai, la Comunità del Mondo arabo in Italia, ha voluto esprimere la propria vicinanza a tutto il popolo palestinese valorizzando il legame di un popolo alla propria terra, elemento indispensabile per garantire identità e dignità.
Foad Aodi, presidente della Co-mai, di origine palestinese, oltre di esprime la solidarietà al popolo palestinese e di ricordare l’importanza della Giornata della terra palestinese, ha ribadito l’importanza dell’unità del popolo e ha rilanciato il movimento apartitico ed interculturale “Uniti per Unire”, in crescita ogni giorno, il cui scopo è, appunto, favorire l’unità intesa come cooperazione multidisciplinare per la difesa dei diritti civili ed il sostegno sanitario ed assistenziale a tutti, sia in Italia che all’estero.
“Già da alcuni anni – ha dichiarato Aodi, che è anche presidente dell’Amsi, l’associazione dei medici di origine straniera in Italia – ci siamo impegnati per far curare presso le strutture sanitarie della Regione Lazio circa 900 bambini provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa con patologie gravi, segno che, cooperando, è possibile raggiungere ogni obiettivo”.

