di Enrico Oliari –
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non rientreranno in India allo scadere del permesso elettorale. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi, il quale ha spiegato che “l’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”. “La giurisdizione è italiana – ha continuato Terzi -. Siamo disponibili a trovare soluzioni con l’India in sede internazionale, ma intanto i nostri marò restano in Italia”.
I due fucilieri di Marina erano di fatto agli arresti domiciliari in un hotel in India, accusati dell’omicidio, nel febbraio scorso, di due pescatori indiani scambiati per pirati mentre prestavano servizio sulla nave cargo ‘Enrica Lexie. Da allora la Corte suprema di Giustizia indiana ha incredibilmente tergiversato nello stabilire se i due sarebbero stati da processare in India oppure, come prevedono le leggi internazionali (si veda il caso della strage del Cermis), in Italia.
I capi di imputazione nei confronti di Massimiliano Latorre e di Salvatore Girone parlano, oltre che di omicidio volontario (art. 302 del codice penale indiano), anche di tentato omicidio, azioni dannose e associazione per delinquere; nel maggio scorso la tensione fra l’Italia e l’India aveva portato a richiamare momentaneamente l’ambasciatore Giacomo Sanfelice, anche perché non si capiva come mai l’interlocutore del Governo italiano non fosse il corrispondente indiano, bensì quello locale della regione del Kerala.
Già nel dicembre scorso l’Alta corte del Kerala aveva concesso ai due marò di ritornare a casa per il Natale, decisione contestata dalla stampa e dalle opposizioni.
Rientrati nei termini previsti, era stato poi concesso un secondo permesso in vista della tornata elettorale, fino al colpo di scena di oggi, con il quale il ministro degli Esteri italiano ha comunicato che Latorre e Girone rimarranno in Italia.
Se in Italia vi è stata soddisfazione per la scelta dell’Esecutivo, dall’India ci si aspetta un possibile tsunami di polemiche; al momento il ministro degli Esteri indiano, Salman Kurshid, ha affermato all’Ansa che “non sarebbe bene reagire ora” e che “bisogna vedere ora come si svolge la situazione”.

