di C. Alessandro Mauceri –
Ennesima fumata nera a Bruxelles per ciò che riguarda l’uso del glifosato che, in mancanza di altre proroghe, non si potrà più usare dal momento che l’autorizzazione Ue scade alla fine di giugno ed è stata prorogata già due volte.
Il Comitato di esperti (Paff) dei Ventotto al momento della votazione non ha raggiunto la maggioranza necessaria. Ora la decisione passa alla Commissione europea. “Tocca agli stati membri assumersi le proprie responsabilità”, ha detto il portavoce Alexander Winterstein.
I governi dei 28 stati membri dell’Unione Europea hanno bocciato la proposta della Commissione europea di rinnovare l’autorizzazione dell’uso di questa sostanza che molti studi hanno dimostrato essere nociva per la salute. A mancare sono stati i voti di Paesi come Italia, Francia e Germania, che insieme ad Austria, Grecia, Portogallo e Lussemburgo si sono astenuti. Malta è stato l’unico Paese a votare contro, mentre gli altri 20 si sono espressi a favore, totalizzando un magro 52,91% dei voti, insufficiente a dare il disco verde. Anche il Regno Unito preme affinché sia rinnovata l’autorizzazione.
Stessa situazione in Svizzera. L’8 giugno il Consiglio nazionale (Camera del popolo) ha approvato un postulato della Commissione della scienza che incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto completo sull’impatto del glifosato in Svizzera. Intanto alcuni studi realizzati da associazioni di difesa dei consumatori hanno dimostrato la presenza di residui di glifosato nel 40 per cento dei campioni di urina della popolazione elvetica.
Su queste decisioni ha pesato la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, che è stata sottoscritta da 153mila persone solo in Italia (milioni in tutta Europa).
Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia ha dichiarato che “È scandaloso, ma purtroppo non così insolito per la Commissione tenere sul mercato pesticidi pericolosi dopo la scadenza della licenza. La Commissione ha prorogato l’autorizzazione per prodotti che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha individuato come altamente dannose per la nostra salute. La novità è che i governi hanno smesso di avallare acriticamente le proposte della Commissione”.
Nel marzo del 2015 uno studio del Centro internazionale di ricerca contro il cancro (CIRC), che dipende dall’Organizzazione mondiale per la sanità (OMS), ha identificato questa sostanza “probabilmente cancerogena per l’uomo”. Ciononostante, l’Europa ancora tentenna sulla decisione di bandirla definitivamente e senza ulteriori rinvii (dopo l’ultima tornata si era parlato di un rinvio di sette anni prima di bandirla definitivamente).
Il problema è che dietro la concessione o meno dell’uso di questa sostanza gravitano interessi enormi. Per questo molti gruppi e associazioni accusano i grandi gruppi industriali di esercitare forti pressioni sulle autorità sanitarie e di realizzare studi d’impatto distorti. Gli interessi economici sono colossali: ogni anno vengono utilizzate circa 800mila tonnellate di prodotti a base di glifosato. Una quantità che lo rende il prodotto fitosanitario più usato al mondo.

