di Enrico Oliari

È golpe militare in Burkina Faso, dove già ieri i militari hanno arrestato il presidente Michael Kafando e il premier Isaac Zida, portati da mambri della guardia presidenziale in un campo militare della capitale Ougadugù. Per tutta la notte si sono sentiti spari e da quanto si apprende sono tutt’ora in corso violenze. I militari hanno anche aperto il fuoco nella piazza principale per disperdere la folla, ma al momento non vi sono notizie di moti o feriti.

Il colonnello del reggimento della Guardia prensidenziale Mamadou Bamba è apparso sulla tv nazionale per annunciare che le istituzioni sono al momento “dissolte” e che “un consiglio nazionale della democrazia” ha posto fine “al regime deviato della transizione”. Ha quindi affermato che “il presidente della transizione è dimesso dalle sue funzioni. Il consilglio nazionale della transizione è disciolto”. “Una larga concertazione – ha continuato Bamba – è stata intrapresa per formare un governo che porti a elezioni inclusive e partecipative”.

Cheriff Sy, presidente del parlamento, ha denunciato il colpo di stato ed ha esortato la popolazione a sollevarsi contro i militari.

La Pesc Federica Mogherini ha chiesto l’immediato rilascio del presidente e del premier e “il rispetto della transizione politica e dell’interesse nazionale”.

Il Burkina Faso, già Repubblica dell’Alto Volta, è un paese di 16 milioni e mezzo di abitanti. Indipendente dalla Francia dal 1960, ha conosciuto una serie di colpi di stati: 1966 (militari), 1980 (Saye Zerbo), 1983 (Thomas Sankara, a seguito di una sollevazione popolare), 1987 (Blaise Compaoré, che uccide Sankara), 2014 (sollevazione popolare, Compaoré lascia il potere ai militari del colonnello Isaac Zida, il premier oggi arrestato).