di Notizie Geopolitiche – 

Gli effetti della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ha portato a situazioni al limite del paradossale, come le oltre 20 ore di coda che, ancora adesso, automobilisti ed autotrasportatori si ritrovano ad affrontare a Dover, nell’Inghilterra meridionale, per imbarcarsi sul traghetto per Calais che, attraversando la Manica, gli avrebbe dovuti trasportare, come accade da decenni, rapidamente in Francia.

L’irrigidimento dei controlli da parte delle autorità francesi su chi entra nel territorio nazionale, dovuto a motivi di sicurezza in seguito agli attacchi terroristici di Parigi e Nizza hanno creato alcuni disagi per coloro che dovevano attraversare la frontiera, la situazione generatasi a Dover ha però un aspetto singolare: in corrispondenza del principale collegamento con il Regno Unito le forze di sicurezza francesi hanno optato per il dispiegamento di un solo agente, con il compito di perquisire ogni singola vettura in transito, generando un ingorgo lungo chilometri sulle coste inglesi.

Alle reazioni degli automobilisti in coda, che si sono sfogati sui social network accusando la Francia di aver messo in piedi una vendetta per la Brexit e per la crisi dei profughi a Calais, ai quali viene impedito l’ingresso in Gran Bretagna, hanno fatto eco diversi esponenti della politica britannica, primo tra tutti il parlamentare conservatore Andrew Bridgen, il quale ha affermato che Parigi ha il dovere di rispettare la scelta del popolo britannico.

La situazione nel maxi ingorgo sta però rapidamente degenerando: l’assenza di acqua, cibo e servizi igienici, oltre all’esposizione alle intemperie, nonostante l’intervento di soccorso delle forze dell’ordine inglesi, sta esasperando le migliaia di persone in attesa; la crisi potrebbe però durare ancora giorni benché le autorità francesi, definendo la presenza di un solo agente “un errore di valutazione”, abbiano garantito un rapido impegno per risolvere il problema.