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Visti gli atti di violenza, che spaziano dall’intimidazione agli scontri fisici e persino all’omicidio, il governo greco sta cercando sempre più di mettere i bastoni fra le ruote al partito neonazista Alba Dorata, il quale è forte del consenso elettorale ottenuto, ovvero di quasi il 7% alle politiche (18 seggi) e del 13% alle amministrative della capitale.
Nei giorni scorsi alcuni deputati, Yiannis Lagos, Christos Pappas, Ilias Kasidiaris, Nikos Michos, Ilias Panagiotaros e il leader Nikolaos Mihaloliakos sono stati arrestati ed accusati di appartenere ad un’organizzazione criminale dedita alla violenza nei confronti di omosessuali, extracomunitari e militanti dei partiti moderati e di sinistra: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’omicidio con due coltellate al cuore del 34enne cantante rap e militante del partito di sinistra Anrasya Pavlos Fyssas, conosciuto con il nome di “Killah P”, lo scorso 18 settembre. Poche ore dopo il fatto era stata perquisita la sede di Atene di Alba Dorata ed era stato arrestato un uomo sospettato dell’omicidio, Yorgos Rupakias, un 45enne militante del partito che poi ha confessato.
Nella fattispecie Yannis Lagos aveva telefonato a Michaloliakos per informarlo dell’uccisione di Fyssas. Oltre a loro restano in carcere anche il capo di una sezione e una poliziotta.
Sarebbero tuttavia almeno una trentina i casi di violenza direttamente attribuibili al partito.
Oggi il Parlamento greco ha votato la sospensione del finanziamento pubblico ad Alba Dorata, e la proposta è stata approvata con 235 voti sui 300 seggi dell’Assemblea. I deputati di Alba Dorata hanno definito la legge “anticostituzionale” e si sono astenuti dal voto abbandonando l’aula.
Per la precisione il testo parla di “sospensione dei contributi pubblici a un partito i cui leader o un decimo degli eletti sono sotto inchiesta per costituzione o partecipazione a un’organizzazione criminale”, ma è palese che la legge è stata fatta su misura per la formazione neonazista.
D’altronde è inimmaginabile che sia lo Stato a finanziare la violenza, il razzismo e la discriminazione.

