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Oltre a Yiannis Lagos e a Christos Pappas, deputati del partito neonazista Alba Dorata, anche il leader, Nikolaos Mihaloliakos, dovrà rimanere in carcere ad aspettare il processo che lo vede accusato di appartenere ad un’organizzazione criminale dedita alla violenza nei confronti di omosessuali, extracomunitari e militanti dei partiti moderati e di sinistra; solo ieri ad altri tre deputati della formazione di estrema destra, Ilias Kasidiaris, Nikos Michos e Ilias Panagiotaros, è stata concessa la libertà condizionale: gli arresti sono seguiti l’omicidio con due coltellate al cuore del 34enne cantante rap e militante del partito di sinistra Anrasya Pavlos Fyssas, conosciuto con il nome di “Killah P”, lo scorso 18 settembre. Poche ore dopo il fatto era stata perquisita la sede di Atene di Alba Dorata ed era stato arrestato un uomo sospettato dell’omicidio, Yorgos Rupakias, un 45enne militante del partito che poi ha confessato.

Nella fattispecie Yannis Lagos aveva telefonato a Michaloliakos per informarlo dell’uccisione di Fyssas. Oltre a loro restano in carcere anche il capo di una sezione e una poliziotta.

Viste le proteste popolari, il governo ellenico sta cercando di mettere fuori legge Alba Dorata: la documentazione prodotta per la procedura riporta di una trentina di casi di atti di violenza riconducibili direttamente al gruppo di estrema destra e di un linguaggio razzista e xenofobo riservato a omosessuali, immigrati e politici di sinistra, forte del consenso elettorale ottenuto, ovvero di quasi il 7% alle politiche (18 seggi) e del 13% alle amministrative della capitale. Si ritiene che il 40% degli agenti di sicurezza abbiano votato per Alba Dorata.

Ad Atene è stato arrestato un ex commissario di polizia che consigliava di rivolgersi ad Alba Dorata per avere “un servizio migliore”. Gli immigrati che andavano al commissariato per denunciare aggressioni dei neo-nazisti venivano cacciati.