Ansa, 30 gen 13 –

Il Qatar e’ pronto ad investire in Grecia un miliardo di euro. E’ questa la promessa fatta dal premier qatariota Sheikh Hamad bin Jassim al-Thani al collega greco Antonis Samaras che si trova in visita ufficiale nel Paese arabo a capo di una folta delegazione ministeriale e di imprenditori ellenici. L’accordo raggiunto a Doha, come riferisce oggi la stampa ateniese, prevede che governo e privati del Qatar investano la somma in piccole e medie aziende greche. I dettagli dell’intesa saranno discussi nel corso di una visita di responsabili qatarioti ad Atene in programma il mese prossimo. Samaras e Al-Thani, come ha precisato quest’ultimo parlando con giornalisti, hanno inoltre discusso di cooperazione fra Grecia e Qatar nei settori del turismo, energia, trasporti e comunicazioni.

A causa della grave crisi economica e della recessione che da cinque anni attanagliano il Paese, sempre piu’ greci stanno pensando di lasciare il paese. E’ quanto si evince da un recente sondaggio condotto nelle scuole primarie e secondarie della Grecia dall’ufficio dell’Ombudsman ellenico per l’infanzia secondo cui una famiglia su tre sta seriamente prendendo in considerazione la possibilita’ di emigrare. Dei 1.211 studenti intervistati in 22 scuole in varie localita’ del Paese l’82% ha affermato che la situazione lavorativa dei loro genitori e’ peggiorata negli ultimi mesi. In particolare, uno su cinque ha detto che uno o entrambi i genitori sono disoccupati e il 29% ha dichiarato che i famigliari stanno considerando la possibilita’ di emigrare alla ricerca di migliori prospettive di vita. La maggior parte dei ragazzi intervistati, come riferisce il quotidiano Kathimerini, ha ammesso che la crisi economica sta avendo un impatto negativo sulle loro vite: il 70% ha parlato di “cambiamenti negativi” nello stile di vita, il 59% ha detto di non ricevere piu’ da tempo la paghetta settimanale mentre per il 33% di loro il ridotto bilancio famigliare ha significato la rinuncia alle ripetizioni presso gli istituti privati sino a pochi anni fa molto diffuse in Grecia per supplire alle carenze del sistema scolastico pubblico.