Ansa, 4 feb 13 –
Le isole della Grecia resteranno irraggiungibili dal continente per altri due giorni almeno. Infatti le navi e i traghetti rimarranno attraccati nei porti greci per altre 48 ore, da stamani alle 06:00 locali sino a mercoledi’ alla stessa ora, per effetto del nuovo sciopero – il terzo consecutivo dal 31 gennaio – proclamato dalla Federazione Nazionale Lavoratori Marittimi (Pno). “La Direzione del Pno – si legge in un comunicato della centrale sindacale – nella riunione odierna ha constatato il successo dello sciopero del settore, che continua per il quarto giorno consecutivo, con i lavoratori marittimi che lottano per la loro sopravvivenza professionale contro il disegno di legge del ministero della Marina che distrugge il settore”. Da parte sua, il ministro della Marina e dell’Egeo cerca di percorrere tutte le strade per giungere alla normalizzazione nel settore dei trasporti marittimi, mentre per il momento non si prevede che il governo faccia ricorso alla precettazione come nel caso dei conducenti della metropolitana e del tram. Ma alcuni giornali, come Kathimerini, sostengono stamani che il premier Antonis Samaras stia pensando seriamente a precettare i marittimi. “Finche’ il dialogo prosegue – ha detto il ministro Costis Mousouroulis – il problema della precettazione non si pone. Stiamo facendo tutto quello che si puo’ per ripristinare i collegamenti marittimi con le nostre isole”. Intanto sono gia’ cominciate le prime dimostrazioni di dissenso da parte di alcuni lavoratori dei settori colpiti dallo sciopero come gli agricoltori e i trasportatori. Ieri sera e’ partita dal porto di Iraklion, capoluogo dell’isola di Creta, la nave traghetto Faistos Pallas, con a bordo 100 camion carichi di prodotti agricoli con destinazione Pireo dove e’ arrivata stamani alle 06:30 senza incontrare alcuna reazione negativa da parte dei marittimi in sciopero. (ANSA). MRR-YY0 04-FEB-13 08:59 NNN
La Troika, ovvero i rappresentanti dei creditori internazionali della Grecia (Ue, Bce e Fmi), sta facendo pressioni sul governo di Atene affinche’ abolisca gli scatti automatici di stipendio che i lavoratori percepiscono in base al numero degli anni di servizio. Lo riferisce oggi il quotidiano Kathimerini. Il governo ha in programma nei prossimi giorni di cominciare l’esame della questione del salario minimo che dal mese scorso e’ stato ridotto a 586,08 euro dopo le forti insistenze della stessa Troika. Secondo il giornale, adesso i rappresentanti dei creditori pretendono che dalla nuova legislazione vengano esclusi gli aumenti automatici dello stipendio. In base alla legge sul lavoro ancora in vigore, i lavoratori che percepiscono il salario minimo devono ricevere un aumento mensile di 58,61 euro ogni tre anni. Il ricalcolo dello schema sul salario minimo, come fa notare il giornale, e’ in discussione fra l’altro proprio nel momento in cui la maggior parte dei contratti collettivi di molti settori lavorativi sono scaduti.

