Notizie Geopolitiche –
Il premier greco Alexis Tsipras si è dovuto rimangiare le promesse e gli slogan del gennaio 2015, quando aveva vinto le elezioni impostando la sua campagna contro la famigerata “Troika” (Ue, Bce, Fmi) e contro l’austerità. L’8 maggio, tra le violente proteste della piazza, ha dovuto far approvare misure draconiane al fine di risparmiare 5,4 miliardi di euro e di accedere così al prestito di 86 miliardi concordato nell’agosto 2015.
Più tasse per tutti, insomma, e le pensioni sociali abbassate a 350 euro. Ed è oggi il centrodestra, soprattutto Nea Dimokratia guidata da Kyriakos Mitsotakis, a urlare contro l’austerità, segno di realtà che, chiunque governi, vede la Grecia con le spalle al muro, in una crisi cronica avvitatasi su se stessa.
Se i greci, ormai schiacciati dall’austerità e con sempre meno zone franche (isole e armatori non pagavano praticamente le tasse) si spendono in proteste e in scioperi, a Bruxelles le misure approvate due giorni fa sono state accolte positivamente dall’Eurogruppo, che ora si allinea alla presidente del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde e parla della necessità di stipulare nuovi accordi per ristrutturare il debito del paese.

