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TsiprasDopo aver sciolto il parlamento e nominato come premier di transizione il Primo magistrato Vasiliki Thanou-Christofilou, il presidente greco Prokopis Pavlopoulous ha confermato il termine delle elezioni politiche per il 20 settembre, in linea con quanto ci si aspettava.

Alla crisi politica si era arrivati su iniziativa dello stesso premier Alexis Tsipras, il quale, una volta incassato il voto della Camera sul nuovo prestito da 86 miliardi in tre anni e sulle riforme richieste dai creditori, ha voluto compiere una manovra politica per liberarsi dei propri oppositori interni a Syriza, tra i quali l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis.

Si tratta della quinta elezione in sei anni.

I sondaggi danno al momento Syriza in vantaggio di soli tre punti e mezzo sui conservatori di Nea Dimokratia, per quanto vi siano ancora molti indecisi.

Intervenendo sul quotidiano Avgi, vicino a Syriza, Tsipras ha dichiarato che “Oggi inizia la grande battaglia elettorale. Il popolo greco darà un mandato forte per il presente e il futuro”, e che “La Grecia non può tornare indietro e non lo farà. Andrà soltanto avanti”.

L’accantonamento dell’”oxi” referendario e soprattutto il fatto che ben poco sia cambiato, nonostante le promesse elettorali, rispetto alla politica di chi ha preceduto il governo Tsipras, sono costati a Syriza 25 parlamentari, dimessisi in aperta polemica con il leader Alexis Tsipras. Oltre a loro hanno lasciato gli incarichi numerosi amministratori locali.