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Il governo greco ha protestato oggi duramente con la Gran Bretagna per la decisione del British Museum di prestare fino a giugno all’Hermitage di San Pietroburgo uno dei “Marmi del Partenone”, per la precisione la statua senza testa del dio fluviale Ilissos, parte del complesso di opere che Lord Elgin, ambasciatore in Grecia, prelevò all’inizio nel 1812 comprandole per 70mila sterline.
La diatriba fra la Grecia e la Gran Bretagna per la proprietà sui “Marmi del Partenone” si tira avanti da allora e vede le autorità di Atene ritenere illegittima l’acquisizione in quanto i marmi furono acquistati mentre il paese era occupato dall’Impero Ottomano.
Così, se il direttore del British Museum, Neil MacGregor, ha definito il prestito al museo russo “un grande momento”, il premier greco Antonis Samaras, ha parlato di “provocazione per il popolo greco”, in quanto le opere sarebbero state “saccheggiate” e il loro posto è il museo dell’Acropoli.
In ottobre anche la moglie di George Clooney, Amal Clooney, che con un team di avvocati patrocina nel caso la Grecia, incontrando Samaras, aveva definito quella ellenica una “giusta causa”, ma ha anche fatto capire che la Gran Bretagna dovrebbe essere “imbarazzata’”per il fatto di continuare a tenere queste opere.

