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Il parlamento di Atene ha approvato nella notte il secondo pacchetto di riforme utili a ricevere la tranche di aiuti per un totale di 86 miliardi in tre anni. Il voto dell’assemblea è stato nettamente a favore con 230 voti, mentre i contrari sono stati 63 e cinque gli astenuti.
Dopo la prima manovra utile ad ottenere il prestito ponte da 7 miliardi, il pacchetto di oggi prevede la riforma del codice di procedura civile e dell’adozione di una direttiva europea sulla procedura di fallimento delle banche.
Anche l’ex ministro delle Finanz, Yanis Varoufakis, che al voto precedente si era espresso in modo contrario, ha schiacciato il bottone del “sì”.
Il voto di questa notte è stato salutato positivamente dai mercati, ma le scadenze all’orizzonte indicano che Atene deve rimborsare 3,19 miliardi di euro alla Banca centrale europea entro il 20 agosto, e 1,5 miliardi all’Fmi a settembre, ma le casse dello stato sono vuote.
Il premier Alexis Tsipras ha detto in aula che “questo pacchetto ci copre per i prossimi tre anni, quello bocciato dal referendum ci avrebbe coperto per cinque mesi”.
In piazza Syntagma ancora proteste contro le misure di austerità decise dal governo.

